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Ucraina, Wagner annuncia successi. Casa Bianca: “Hanno perso 30mila uomini”

17 febbraio 2023 | 21.59

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I mercenari di Prighozin rivendicano passi avanti nell’area di Bakhmut

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Il gruppo Wagner ha annunciato oggi di aver assunto il controllo di Paraskoviivka, una località a nord di Bakhmut considerata uno snodo importante dal punto di vista tattico nella guerra tra Ucraina e Russia. Il fondatore del gruppo, Yevgeny Prigozhin, ha reso noto che l’insediamento è completamente controllato dalle sue forze, secondo quanto riferisce l’agenzia russa Interfax. Non ci sono conferme indipendenti e il rapporto serale dello stato maggiore ucraino non contiene indicazioni sulla presunta conquista di Paraskoviivka.

Secondo i blogger militari russi la località è uno snodo strategico delle linee di difesa ucraine: se venissero catturati anche i vicini villaggi di Verkhivka, Berkhivka e Yahidne, le truppe ucraine a Bakhmut non potrebbero più essere rifornite da nord.

Prigozhin ha usato l’annuncio per criticare il ministero della Difesa russo, sostenendo che l’avanzata è riuscita nonostante un “blocco nella consegna delle munizioni”, e ha parlato di combattimenti sanguinosi.

Intanto, le azioni della Wagner vengono monitorate anche dagli Usa. Secondo la Casa Bianca, sono oltre 30mila i combattenti del gruppo rimasti uccisi in Ucraina. Secondo la Casa Bianca, tra i caduti della Wagner il 90% sarebbero stati detenuti.

Il dato viene diffuso mentre arriva la notizia del provvedimento varato da Vladimir Putin. Il presidente russo ha concesso personalmente il perdono, con un decreto ad personam, a reduci dal fronte, ex detenuti reclutati come mercenari dalla Wagner. In un database della polizia, si indica che almeno due ex detenuti, un condannato per omicidio e uno per rapina, sono stati oggetto della clemenza del Presidente lo scorso sei luglio.

“Rilasciato in anticipo sulla fine della sua pena per decreto di persono del Presidente”, recita il dossier della polizia di uno dei due. Il primo gruppo di reclute nelle prigioni ad aver completato i sei mesi richiesti di combattimento in Ucraina era stato perdonato, come promesso a chi aderiva alla campagna per la mobilitazione, il mese scorso, aveva invece reso noto Prigozhin.

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