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Sampieri, Lino Bellia, pastelli del mare

Scicli – Nascere ad Ortigia – isola nell’isola – il mare di Archimede: un assedio. Le barche lente di legno: una presenza costante. Lino Bellia frequenta gli studi artistici in via Mirabella di Ortigia con grande entusiasmo e trasporto di passione emotiva. Poi prosegue la formazione a Firenze. La realtà semplice vissuta da ragazzo, anche se lontano, è incancellabile.

In età giovanile ha percorso molte tendenze dell’arte e affinato i caratteri compositivi. Ha praticato lungamente la delicata tecnica dell’acquerello, delicata ma che non perdona errori nella imprevedibilità dell’acqua.

Da circa 25 anni pratica la tecnica del pastello secco sui carta. Negli anni ha voluto togliere ogni ausilio e usare le mani, solo le mani nude. Non ha mai dipinto ad olio per una forma di repulsione verso la materia grassa e l’odore (e poi con l’olio si corregge all’infinito). Acquerello e anche il pastello salvano poco. Da anni si è ritirato al mare di Sicilia. Però ha cambiato lato, non più lo Ionio della Magna Grecia, ma il mare grande, il Mediterraneo delle leggende.

Sta a Sampieri in una forma di pensatoio in solitudine, in prossimità del venerabile molo. Nel silenzio del respiro del vento e del murmure del mare, accarezza il ruvido foglio fissando la cipria colorata del pastello su raffinati fogli di carta francese. Ha un rapporto carnale con la carta, ne sente la rugosità, ne percepisce lo stato e la risposta alle pressioni. Da poco ha impreziosito il risultato con sapiente applicazione della foglietta d’oro.

I soggetti sono quelli sorgivi, il mare, le barche, i fermi paesaggi del piccolo borgo di pescatori. I passanti si fermano per un confronto, per parlare di storie vissute, d’arte, di fotografia e di sensibilità comuni. Lino Bellia ha già vissuto tanto, visto tanto, ha tanto da rievocare.

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