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Villa San Giovanni, Cosimo Antonio Calabrò: “Autorità Portuale proponga alla città una soluzione per spostare gli approdi”

La nota di Antonio Calabrò, già presidente della provincia reggina e ex sindaco di Villa San Giovanni

“Mesi fa, e per tempo, con gli ex Sindaci della Città, avevamo posto all’attenzione della pubblica opinione la necessità di utilizzare le risorse del PNNR per risolvere l’annoso problema della portualità a Villa San Giovanni. La presa di posizione era accompagnata da una proposta/idea progettuale che faceva sintesi delle posizioni assunte, negli anni, unanimemente, dalle diverse amministrazioni comunali”. Lo afferma in una nota Cosimo Antonio Calabrò, già presidente della provincia reggina e ex sindaco di Villa San Giovanni.

“La decisione di trasferire a Sud gli approdi è già nel DPCM del 2003. Questa decisione, poi, riappare in ripetuti atti amministrativi del Consiglio Comunale fino a quelli assunti da ultimo nel consiglio comunale dell’agosto 2021 con la reiterazione nell’aprile 2022 della proposta all’autorità portuale perché la facesse propria parte e inserisse il porto a sud nei canali di finanziamento del PNNR”.

“La sola premessa del presidente Mega è condivisibile (Presidente della Autorità di sistema portuale dello Stretto, nel suo ultimo intervento stampa sul Porto villese)”.

“Lo Stato ha considerato concluso il suo compito con l’accordo di programma e le due Regioni si sono sempre disinteressate della problematica (tranne qualche sporadica occasione) senza mai porsi il problema di una programmazione concordata con le comunità locali e con gli attori del trasporto, da sottoporre per un finanziamento”.

“Ma ora c’è un interlocutore e c’è una potenziale linea di finanziamento (che difficilmente si riproporrà per il futuro), ossia il PNNR. L’interlocutore è l’autorità portuale che in questi anni è apparsa spaesata, senza idee chiare e di prospettiva e, di fatto, si è fatta trovare impreparata di fronte alle opportunità del PNNR”.

“Oggi apprendiamo che la priorità è l’utenza pedonale (prevalentemente ferroviaria) che deve interfacciarsi con i mezzi di trasporto dello Stretto ed un riassetto degli attracchi funzionale ai programmi delle varie società operative delle ferrovie. In buona parte sono cose accettabili nelle intenzioni ma finiscono con l’ingolfare ulteriormente lo spazio portuale e, se anche risolvessero le problematiche di una utenza, non risolverebbero i problemi dell’utenza gommato e del suo impatto devastante sulla città. Tutte le argomentazioni addotte circa le difficoltà burocratiche (ma per gli altri interventi non valgono?) finiscono con l’apparire solo un alibi per coprire una carenza di visione e programmazione dell’autorità portuale”.

“Adesso, noi possiamo non capire niente di problematiche portuali ma una cosa ci sembra di capirla : il gommato continuerà a ferire Villa. Ora, “spes contra spem”, vogliamo fortemente credere che il Presidente Mega  proporrà alla Città, a brevissimo, una soluzione rapidamente cantierabile per spostare a Sud gli approdi”.

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