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Vaiolo delle scimmie: c’è da preoccuparsi?

Il vaiolo delle scimmie non può definirsi una nuova malattia virale. Questo virus è stato isolato per la prima volta nella Repubblica Democratica del Congo nel 1970 in un bambino di 9 anni. Si tratta di una malattia che raramente è stata riscontrata fuori dai confini dell’Africa. Al momento risultano 92 i casi confermati e 28 quelli sospetti che sono stati segnalati all’Oms da 12 Stati membri dove l’infezione virale non risulta endemica. In almeno 8 paesi europei oltre che in Canada e Stati Uniti e Australia. In particolare in Europa i casi sono stati segnalati in Belgio, Francia, Germania, Italia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito. Questi invece sempre stando quanto riferito dall’Oms i paesi in cui la malattia è endemica: Camerun, Repubblica Centrafricana, Benin, Liberia, Repubblica Democratica del Congo, Sierra Leone, Ghana (identificato solo negli animali), Gabon, Costa d’Avorio, Nigeria, Repubblica del Congo.

L’Oms al momento ha previsto una riunione da parte degli esperti sul vaiolo delle scimmie e sugli orthopoxvirus, la più ampia famiglia di virus del vaiolo, per la prossima settimana. Allo stato attuale in ogni caso non vi è alcuna restrizione per quanto riguarda viaggi e scambi commerciali col Regno Unito.

Vaiolo delle scimmie: cos’è

Il vaiolo delle scimmie è una zoonosi virale, ovvero di un virus che viene trasmesso all’uomo dagli animali. In particolare la si definisce una zoonosi silvestre in quanto riguarda gli animali selvatici. L’infezione è endemica dell’Africa centrale e occidentale. Le infezioni umane sono per lo più accidentali.

Vaiolo delle scimmie: sintomi

I sintomi sono simili alle persone che si ammalavano di vaiolo che è stato eradicato nel 1980. Il vaiolo delle scimmie esordisce con dei sintomi simili all’influenza in particolare debolezza, mal di testa, mal di schiena e febbre, tuttavia è caratterizzato da manifestazioni più specifiche, in particolare gonfiore dei linfonodi a cui fa seguito una eruzione cutanea sul viso e corpo. Questo gonfiore dei linfonodi è un sintomo caratteristico che permette di differenziarla rispetto ad altre malattie che presentano sintomi simili quali vaiolo morbillo e varicella.

Vaiolo delle scimmie: come si trasmette e quando si manifestano i sintomi

Il periodo di incubazione va dai 6 e 13 giorni, tuttavia può variare da 5 a 21 giorni. Tra gli uomini si trasmette mediante lesioni cutanee infette e con droplet, ovvero le goccioline di saliva.

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Vaiolo delle scimmie: come si cura

Il vaiolo delle scimmie fa parte della famiglia del virus del vaiolo. Proprio per questo si pensa che le persone che non hanno fatto il vaccino contro il vaiolo, vaccinazione che in Italia è stata abolita nel 1981, sarebbero maggiormente vulnerabili per l’assenza di anticorpi, che come nel caso del vaccino contro il vaiolo visto che le due malattie sono simili, potrebbero rivelarsi efficaci anche contro questa altra forma di vaiolo. Generalmente non necessita di cure in quanto si risolve da sola. I sintomi durano dalle due alle quattro settimane. I casi gravi riguardano soprattutto i bambini, in particolare le complicanze riguardano il rischio di infezioni secondarie quali sepsi, encefalite, broncopolmonite e infezione della cornea con conseguente perdita della vista. Esiste anche un vaccino (MVA-BN) e un trattamento specifico (tecovirimat) approvati per il vaiolo delle scimmie, tuttavia l’Oms avverte che non sono disponibili su larga scala.

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