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Una norma per l’enoturismo

Introdurre una norma per disciplinare l’attività di enoturismo in Italia. L’intento della proposta di legge, di cui è prima firmataria l’on. Ylenja Lucaselli, è quello di attribuire giusto valore e concretezza ai percorsi del vino, un settore che ha una valenza, oltre che economica, anche culturale.

Come ricordato nel corso di una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati, ormai quella dell’enoturismo è un’attività centrale per il mondo della viticoltura e dell’accoglienza in Italia. Parlando di numeri, infatti, ha ricordato l’on. Lucaselli, «l’enoturismo tematico nel nostro Paese muove oltre 14 milioni di persone e oltre 2,5 miliardi di euro l’anno». 

Enoturismo, un valore aggiunto per il territorio

Nel corso della conferenza stampa è stato sottolineato come il settore dell’enoturismo e le imprese vitivinicole rappresentino un’eccellenza in Italia e nel mondo. E proprio il mondo delle produzioni attende una legge in grado di valorizzare le produzioni di eccellenza legandole al territorio per un’offerta turistica sempre più emozionale ed esperienziale. Oggi,  infatti, accanto alla produzione, si è venuta a creare una nuova forma di turismo con veri e propri percorsi legati a storia e tradizioni locali. 

In Italia, ricorda Lucaselli, «le aziende vitivinicole sempre più sono diventate anche traino per un certo tipo di turismo. Un turismo fatto di qualità che contemporaneamente riesce anche a diffondere la conoscenza dei nostri territori, anche quelli più interni. Un valore aggiunto che necessitava di una regolamentazione, cosa che sino a questo momento non c’era stata».

Bisogna tener presente, sottolinea il senatore Luca De Carlo, tra i relatori della conferenza, che quello dell’enoturismo «è un settore strategico. Lo dicono sia i numeri che il fatturato, come anche le tante Dop ed Igp nel quale il vino è protagonista. Quindi, abbiamo il dovere non solo di difenderlo, ma anche di perorarne l’importanza soprattutto perché è legatissimo a saperi e sapori della nostra terra. Un bene inscindibile da quella che è la nostra cultura e la nostra tradizione».

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Da sinistra: on. Marco Cerreto, dott.ssa Erika Guerri, sen. Luca De Carlo, on. Ylenja Lucaselli, on. Riccardo Zucconi, on. Gianluca Caramanna

Occasione per i giovani

Con l’introduzione di una norma sull’enoturismo le cantine potranno diventare veri luoghi di attrazione e ospitalità. Un perno su cui creare itinerari che leghino tutte le eccellenze del territorio italiano, da quelle gastronomiche a quelle culturali e naturalistiche. Inoltre, sviluppare il settore può essere anche un’opportunità di lavoro e formazione. 

«Assolutamente fondamentale – spiega Lucaselli –  per le prospettive dei giovani che sempre più si riavvicinano ai territori e che possono valorizzare i loro luoghi di provenienza. Ovviamente, la formazione sarà un momento centrale e fondamentale perché proprio al fine di dare un turismo e quindi un servizio di qualità abbiamo bisogno anche di operatori di qualità».

Sul tema della formazione interviene anche l’on. Gianluca Caramanna ricordando come sia una delle attività da implementare maggiormente. Questo perché «anche nel mondo dell’enoturismo tantissime professionalità e tantissimi ragazzi e ragazze hanno investito il proprio futuro. Basta osservare tutti i corsi di laurea che sono nati in Italia nel settore».

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I punti della proposta di legge

Entrando nel dettaglio della proposta di legge presentata dal gruppo di Fratelli d’Italia, i punti principali vedono:

  • una disciplina dell’attività di enoturismo sviluppando il concetto di polifunzionalità dell’azienda vitivinicola;
  • previsione dei requisiti minimi delle aziende agricole e delle cantine che possono svolgere attività enoturistiche;
  • disposizioni in merito alla formazione e aggiornamento professionale degli operatori enoturistici o dei loro collaboratori promossa dalle Regioni;
  • prevedere l’istituzione di un portale nazionale che raccolga l’intera offerta enoturistica italiana (uno strumento di supporto al portale del ministero del Turismo, Italia.it);
  • assegnazione ai Comuni del potere di vigilanza sull’osservanza delle disposizioni, prevedendo che gli stessi relazionino alla Regione sull’attività di controllo posta in essere
  • una norma transitoria per consentire ai soggetti che esercitano attività di enoturismo di adeguarsi alle nuove disposizioni. 

Articolo aggiornato in data 15 Febbraio 2023
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