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Un mese al Palio. Ma l’odore della terra in piazza ci manca da 1069 giorni

Tra un mese esatto Palio. Per chi lo conosce, e per chi ha la fortuna di viverlo, il Palio è difficile da descrivere. Più che una manifestazione, è uno stato d’animo: è la Festa, è il modo di vedere con occhi diversi la propria città, ovvero quella che è la propria comunità.

Forse, il modo più penetrante per intuire i colori di questo stato d’animo é osservare le ombre, come un dipinto caravaggesco. Ecco, allora il Palio è (anche) la sua mancanza, quelle domeniche settembrine vuote e silenziose, l’ingombrante mancanza  di qualcosa che ci sarebbe dovuto essere e invece non c’è stato.

Certo, il Palio ad Asti non è amato come in altri lidi, e molti cittadini non si sono strappati le vesti per questi due anni di assenza. E’ un dato oggettivo da tenere a mente, così come è oggettivamente molto difficile ripartire dopo due anni di stop forzato e sofferenza da parte dei comitati. Il Palio si nutre di partecipazione e mesi di distanziamento sociale lo hanno privato della propria linfa vitale. Per molti, nei rioni, borghi e comuni, è difficile riannodare quei fili, a volte labili, che le circostanze straordinarie che abbiamo vissuto hanno spezzato. E non sarebbe neanche onesto fare finta che nulla sia successo: il Palio degli anni a venire dovrà affrontare sfide difficili e cambiamenti importanti nella sua struttura stessa. Tutte le parti in causa, Amministrazione e comitati, sono consapevoli che, scrollata la terra da sopra i vestiti e fatte le congratulazione al vincitore, il 5 settembre inizierà una corsa importante. Una corsa, questa volta, che agli antipodi dei dettami palieschi è necessario che vincano tutti, per il bene di Asti e di quella che è la sua straordinaria Festa.

Il Palio del 4 settembre farà da ideale cerniera a questi due eventi: celebreremo il ritorno alla straordinaria normalità del ritrovarsi in piazza ma saluteremo anche il vecchio porto in cui siamo stati ormeggiati per forse troppo tempo per navigare su nuove rotte. La strada è segnata, le circostanze non permettono più di indugiare.

Quindi è importante tornare a correre il Palio, questo Palio 2022,  e questa attesa è davvero importante. Perché 1069 giorni coi ritmi odierni sono un’era geologica, e abbiamo bisogno di tornare a vedere la terra in piazza. E poi continueremo , perché su quella terra vogliamo tornare ancora, e ancora. A gioire e a piangere, insieme.

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