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Ucraina, Zelensky a Ue: “Non dividetevi su sanzioni, approvarle subito”

30 maggio 2022 | 19.52

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Il presidente ucraino: “Grati per sostegno e invio armi ma ne servono ancora”

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(Afp)

Un invito all’Europa a restare unita, a non dividersi sulle sanzioni che vanno approvate “il prima possibile”. E’ quello rivolto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, come riportano fonti Ue, intervenuto al summit straordinario del Consiglio Europeo. Zelensky ha ribadito il grazie di Kiev all’Europa per il sostegno avuto sin qui, anche per l’invio di armi. Ma non nascondendo la necessità di nuove forniture militari, per un Paese alle prese con un aggressione violentissima.

E mentre a Bruxelles si registrano divisioni, il presidente ucraino ha ricordato che tra il quinto e il sesto pacchetto di sanzioni europee sul Cremlino il suo Paese ha continuato a registrare perdite altissime, in termine di vite umane e di distruzione. Zelensky ha invitato l’Europa a mostrare la forza, perché è l’unica lingua che la Russia comprende. Per questo ha esortato i 27 a non tentennare sulle sanzioni ma ad agire con durezza e a farlo in fretta. L’Europa, ha rimarcato, non deve dividersi, perché così finisce per avvantaggiare Mosca, che trae forza dalle distanze, dai litigi e dalle divisioni che l’Ue registra. Anche in queste ore. Ma perdere tempo nell’adozione del sesto pacchetto, ha rimarcato il presidente ucraino, si traduce in più vittime, anche tra civili e bambini.

Quindi il presidente ucraino ha affermato che c’è una narrazione falsa sulla crisi del grano legata al conflitto in Ucraina portata avanti dal Cremlino ai danni di Kiev, che non blocca i porti ma è alla ricerca di una soluzione per evitare contraccolpi pesantissimi. Anche sul fronte immigrazione, con inevitabili conseguenze per l’Europa, che su un tema come questo rischia di dividersi. Zelensky ha avvertito i 27 che le “fake news” di Mosca stanno attecchendo, e ha invitato l’Europa ad agire in fretta, perché “non c’è tempo da perdere” per svuotare i silos, che contano 25 milioni di tonnellate di cereali e semi di girasole bloccate nel Paese, dunque bisogna agire “usando buon senso”.

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