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Tra moralismo e finte lotte: spegnere i giovani con canottiere e bermuda

Roma, 24 mag – In questi giorni di caldo eccessivo portato dall’anticiclone Hannibal tornano come ogni anno gli sterili dibattiti sul vestiario degli studenti per affrontare le ultime settimane di scuola, con la relativa polarizzazione artificiale e macchiettistica tra le istituzioni moraliste (scuole e professori oppressivi e reazionari) da una parte, e i giovani studenti ribelli dalla canottiera e bermuda facili dall’altra. L’annoso e imbarazzante tiro alla fune tra i tutori del decoro e i fantomatici libertari è ricominciato, e ancora una volta fa più notizia delle vere lotte che hanno visto protagonisti gli studenti durante questo travagliato anno scolastico.

Bigottismo e finte lotte

Un fatto esemplare, a Roma, in un liceo, dove una docente ha richiamato una studentessa per una canotta ritenuta non conforme al regolamento. La ragazza ha chiesto un confronto dal preside. Questa storia, raccontata sui social, sarebbe finita qui se un insegnante di Genova, estraneo alla vicenda avesse commentato: “Questa zoccoletta avrà quel che si merita non appena troverà un superiore nella sua vita lavorativa”. Come sempre il bigottismo di chi giudica le nuove generazioni dall’esterno con fare moralizzatore, negativo in ogni sua forma (è sacrosanto potersi mettere dei bermuda in classi “pollaio” o addirittura fatte di lamiera come in molti istituti), è funzionale a una certa parte politica che evidentemente preferisce ridurre la mobilitazione studentesca alla recensione di qualche sfilata di moda.

La volontà a depoliticizzare la politica giovanile

La tendenza che si riscontra è quella che, oggigiorno, in maniera sempre più massiccia si cerca di depoliticizzare le varie categorie della società, andando verso una condizione antipolitica che si riscontra anche nel susseguirsi dei vari governi tecnici alla guida del paese. I giovani in primis subiscono questo attacco in quanto forza intrinsecamente dirompente e rivoluzionaria, per cui le loro lotte vengono relegate dall’opinione pubblica e media allo scontro sul dress code, quando invece in migliaia scendono in piazza contro l’alternanza scuola-lavoro o il governo Draghi.  Solo diventando consapevoli della propria forza e scegliendo sempre l’azione le nuove generazioni saranno davvero determinanti per il futuro.

Andrea Grieco

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