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TikTok, la Fcc chiede la rimozione da Apple e Google

Nuovi problemi per TikTok. L’agenzia governativa statunitense per le comunicazioni ha chiesto a Apple e Google di rimuovere l’app dai loro store.

La Federal Communication Commission (Fcc) è l’organo di controllo e regolamentazione del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni statunitensi. La commissione ha inviato una lettera ad Apple e Google chiedendo la rimozione dai loro store del social cinese proprietà di Bytedance. A firmare la lettera è stato Brendan Carr, uno dei membri della commissione. L’accusa rivolta a TikTok è di violare le politiche degli store digitali di Apple e Google.

Vediamo più nel dettaglio di cosa la Fcc accusa TikTok e qual è stata la risposta del social cinese.

L’accusa della Fcc

Brendan Carr è uno dei membri della commissione della Fcc. È stato lui a firmare la lettera che l’agenzia governativa ha inviato a Apple e Google indirizzandola direttamente ai due CEO, Tim Cook e Sundar Pichai. Carr ha anche pubblicato il testo della lettera su Twitter. L’accusa che la Fcc rivolge a TikTok è quella di violare le politiche di privacy degli app store di Apple e Google. Secondo la Fcc, il social cinese rappresenterebbe un pericolo per la privacy dei suoi utenti. I dati raccolti tramite l’utilizzo dell’app sarebbero in mano a Bytedance, azienda con sede a Pechino e legata al Partito Comunista Cinese.

Nella lettera pubblicata da Carr su Twitter, si legge che “TikTok non è quello che sembra: non è un’app per condividere video divertenti o meme. Il social funziona come strumento di sorveglianza per raccogliere grandi quantità di dati personali, anche sensibili”. Ha poi affermato che “TikTok non vede solo i video dei suoi utenti. Colleziona le cronologie delle ricerche, dati biometrici, metadati, immagini e video che si trovano tra gli appunti del device”. “È chiaro”, prosegue Carr, “che il social rappresenta un rischio inaccettabile per la sicurezza nazionale a causa della sua vasta raccolta di dati combinata con l’accesso apparentemente incontrollato di Pechino a tali dati sensibili”.

Nella lettera si legge anche se Apple e Google non dovessero rimuovere TikTok dai loro store entro l’8 luglio, le due società dovranno rispondere con osservazioni pubbliche.

La risposta di TikTok

Non si è fatta attendere la risposta del social cinese. Maureen Shanahan, portavoce di TikTok, ha affermato che “la società sa di essere tra le più esaminate dal punto di vista della sicurezza, e vogliamo fugare ogni dubbio sul trattamento dei dati degli utenti statunitensi”. Ha assicurato poi di aver assunto esperti nel campo della sicurezza dei dati, coinvolgendo terzi parti indipendenti e affidabili.

Nel frattempo TikTok ha iniziato una collaborazione con Oracle, per spostare i server contenenti i dati americani direttamente negli Stati Uniti. La polemica tra gli Stati Uniti e TikTok esiste da tempo: già nel 2019, infatti, l’amministrazione Donald Trump minacciò di vietare l’utilizzo dell’app negli Stati Uniti.

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