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Si sbloccano i lavori alla diga Pietrarossa, più acqua nel bacino

Aggiudicata la procedura di gara per l’affidamento dei lavori di completamento della diga di Pietrarossa nei comuni di Aidone e Mineo, tra le province di Catania ed Enna. Invitalia, in qualità di centrale di committenza per conto della Regione Siciliana, ha gestito tutte le attività per l’affidamento dell’appalto. Il bando, pubblicato il 20 dicembre scorso, si è concluso con la selezione della commissione giudicatrice. Ad aggiudicarsi la gara  dell’offerta presentata dal gruppo di imprese guidate dalla cooperativa edile Appennino soc. coop. Con lei le ditte Vittadello, Intercantieri, Cosedil e Consorzio Ciro Menotti.

I fondi e le finalità

L’intervento è finanziato per un importo complessivo di 82,2 milioni di euro. Una parte sono a valere su risorse della missione 2 del Pnrr. Si è riusciti ad attingere alla misura 4.1 “Investimenti in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico”. A lavori ultimati, la diga Pietrarossa incrementerà di circa 45 milioni di metri cubi i volumi idrici accumulabili negli invasi siciliani.

La copertura del territorio

L’opera riuscirà a salvaguardare le riserve della “Don Sturzo” e garantirà acqua a oltre 17 mila ettari di terreni, oltre il doppio di quelli attualmente raggiunti. La posa della prima pietra risale al 1989, i lavori furono poi bloccati nel 1997. Dopo oltre vent’anni la Regione Siciliana ha riavviato l’iter firmando un accordo col ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per rendere operativa la diga Pietrarossa.

La svolta alla fine dello scorso anno

Alla fine dello scorso anno ci fu il via libera da parte del governo regionale al progetto definitivo per la diga Pietrarossa. Poi a dicembre arrivò la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea e su quella italiana per l’aggiudicazione dei lavori. “Un’infrastruttura – disse il presidente della Regione Renato Schifani – strategica per lo sviluppo economico della nostra Isola. Sia in termini occupazionali per tutto l’indotto, ma anche per i benefici che gli agricoltori della Piana di Catania avranno una volta concluso il cantiere”.

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