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Roma: SOS per la Sfattoria degli Ultimi

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Da qualche settimana è diventata virale su Instagram la richiesta d’aiuto da parte della Sfattoria degli Ultimi di Roma. Il loro appello è quello di fermare l’abbattimento dei cinghiali e tutti i suini presenti in quel luogo, che andranno sottratti a causa della campagna contro la peste suina.

Il provvedimento ASL

La Sfattoria via Instagram, disegno di Sofia Nime Gonzales

Vari video di richieste di aiuto da parte degli operatori della Sfattoria continuano a girare sul web, affinché più persone si recano nel luogo per impedire l’abbattimento. Il TAR del Lazio ha confermato il provvedimento che era stato preso dal ASL Roma. In questo modo, da poter portare avanti il percorso verso la lotta contro la peste suina. Si tratta di circa 140 animali, e viene acconsentita la detenzione di soli due maiali. La nuova udienza è stata fissata per il 14 settembre per decidere definitivamente quale sarà il loro destino.

Infatti, il TAR afferma che «nelle more della disamina della causa del 14 settembre può lasciare alla Sfattoria solo i due maiali (sempreché ve ne siano le condizioni e previa precisazione di tutti gli accorgimenti affinché questi godano d’un trattamento consono e non fuoriescano dalla proprietà attorea) ed è tenuta, al contempo, a monitorare lo stato di salute degli altri maiali già sequestrati ed avviati alla profilassi, valutandone la pericolosità attuale ed effettiva e, se del caso, provvedendo per l’abbattimento».

Il web si schiera con la Sfattoria

Ma la Sfattoria e tutti coloro che stanno dalla parte degli animali non ci stanno. Il loro duro percorso è iniziato l’otto Agosto. In questo periodo grazie ai Legali della LAV (Lega Anti Vivisezione) hanno raggiunto la sospensione del provvedimento fino a settembre. Ma, hanno l’obbligo di documentare l’andamento dell’epidemia all’interno della Sfattoria.

La Sfattoria via Instagram, Moby Dick

In questi giorni sempre più animalisti e non, si sono recati proprio davanti alla struttura. Il loro obbiettivo è rendere visibile il problema, dar voce agli animali e garantirne il loro diritto alla vita. Inoltre, i volontari della struttura precisano che questi animali non sono destinati alla macellazione e che si tratta di suini aiutati da situazioni precarie.  Tra le iniziative, è stata creata una petizione affinché vengano raccolti più  consensi possibili. «La nostra petizione su Change.org è tra le venti più votate in assoluto – afferma Emanuele Zacchini, uno dei volontari presenti nella Sfattoria- queste persone non lasceranno che questi animali vengano abbattuti. Sono tutti maiali salvati da allevamenti abusivi o cinghiali inurbati che abbiamo recuperato, anche alcuni cinghiali investiti dalle auto che abbiamo curato e salvato»

Gli animali ormai, come sottolinea anche un disegno, fanno parte della grande famiglia della Sfattoria, e si dimostrano legati ai loro “amici” umani. L’evoluzione dei provvedimenti ma anche delle richieste d’aiuto colte sono documentate quotidianamente grazie alla pagina Instagram della struttura e dei loro volontari. Tantissime azioni solidali per salvare gli animali, tra cui anche un grandissimo murales che vede raffigurato i cinghiali e un cuore in mezzo, come il loro, con la speranza che esso abbia la possibilità di continuare a battere.

Sara Sapuppo

Fonti dati e immagini: pagina Instagram della Sfattoria, la Repubblica.

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