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Rinnovo del contratto dei regionali, protesta dei dipendenti: “Si riapre la trattativa”

Si riapre la trattativa sul rinnovo del contratto fra dipendenti regionali siciliani e giunta. Il punto principale è la riclassificazione e riqualificazione del personale, aspetto sul quale era emersa anche una divisione fra i sindacati. Da un lato Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Ugl che oggi hanno convocato una assemblea, dall’altro Cobas-Codir, Sadirs e Siad-Csa-Cisal che invece hanno scelto di scendere in piazza a Palermo e Catania.

All’incontro, convocato nell’auditorium dell’assessorato regionale al Territorio, è stato fatto il punto su quanto sta accadendo all’Aran Sicilia dopo lo stop alle trattative per il rinnovo del contratto collettivo.

“Con grande impegno – scrivono in una nota congiunta Cgil, Cisl, Uil e Ugl – siamo riusciti a ottenere da Governo e Parlamento l’appostamento nella Finanziaria regionale 2022-2024 delle prime risorse ad avviare la riforma degli ordinamenti e dei sistemi di classificazione del personale, con l’impegno del governo a integrarle sino al tetto massimo attualmente previsto dalla legge di bilancio dello Stato. Sappiamo che non è abbastanza ma è un primo passo”.

Più dura la posizione di Cobas, Sadirs e Cisal che hanno portato in piazza mille dipendenti a Palermo e alcune centinaia a Catania.

“I lavoratori scesi in piazza oggi a Palermo e Catania – dicono Dario Matranga e Marcello Minio (Cobas-Codir), Fulvio Pantano (Sadirs) e Angelo Lo Curto (Siad-Csa-Cisal) – hanno ottenuto una riapertura del ragionamento sul rinnovo del contratto affinché contenga, prioritariamente, la riorganizzazione della macchina amministrativa per dare efficienza agli uffici e creare un sistema classificatorio che tenga conto di professionalità e titoli dei dipendenti. Dalla settima prossima, ha assicurato il governo regionale rappresentato dal gabinetto della Funzione Pubblica, sarà convocato un apposito tavolo di confronto per arrivare al pieno utilizzo delle risorse già stanziate per il rinnovo contrattuale coniugato al nuovo sistema classificatorio”.

intervista a Franco Campagna, Cgil Funzione pubblica

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