ransomware:-un-altro-attacco-di-lockbit

Ransomware: un altro attacco di Lockbit

Da poco è arrivata la notizia di un attacco ransomware ad una cittadina intera. Si tratta di St. Mary in Canada. Lockbit colpisce ancora.

Infatti poco dopo l’accaduto, il gruppo di cyber criminali ha confessato l’atto illegale sul dark web. In aggiunta, come per ogni avvenimento del genere, ha richiesto un riscatto.

Come hanno sferrato l’attacco ransomware

Questa volta l’attacco ransomware non è stato lanciato contro un utente specifico, ma addirittura ai danni di una cittadina intera, anche se di pochi abitanti (circa 7.500 residenti). Infatti St. Mary ha visto i dati dei suoi cittadini crittografati e i server completamente fuori uso.

Il fatto che Lockbit abbia richiesto un riscatto in denaro rende l’atto una vera e propria estorsione. Fortunatamente i sistemi dei Vigili del Fuoco, la polizia, i sistemi idrici e di acque reflue non sono stai bloccati o presi in ostaggio.

Nonostante ci sia un ricatto, finora gli aggressori non hanno sottratto né divulgato i dati. Ma è solo una questione di tempo, se la cittadina di St. Mary non si sbrigherà a soddisfare la richiesta dei cyber criminali. Come da prassi, Lockbit insieme all’annuncio ha allegato i sample dei dati e dei documenti, così da dare un’anteprima.

Il sindaco Strathdee , durante una telefonata con un inviato di The Verge, ha confessato che lui e tutti i cittadini sono “in qualche modo in uno stato di shock”.

Il sindaco ha poi commentato così la situazione:

Non è una bella sensazione essere presi di mira, ma gli esperti che abbiamo assunto hanno identificato qual è la minaccia e ci stanno guidando attraverso come rispondere.

Il gruppo Lockbit non è responsabile solo di questo attacco ransomware, ma di molti altri. Infatti St. Mary è la seconda piccola città ad essere presa di mira da LockBit nel giro di poco più di una settimana. Il 14 luglio i criminali hanno elencato i dati della città di Frederick, in Colorado (15.000 abitanti). In questo caso hanno chiesto un riscatto di  200.000 dollari per non pubblicare i dati.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.