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Propaganda terroristica, ma anche mercati illegali: cos’è il dark web, chi lo usa e perché

Il terrorismo cova anche nella parte più nascosta e oscura del web. Quella a cui non tutti possono accedere, quella non indicizzata dai motori di ricerca, quella che in alcuni casi può celare insidie.

Non a caso, un sito di propaganda Isis, svelato da un’operazione di polizia e carabinieri, si annidava nel dark web, espressione sempre più diffusa che racchiude un mondo misterioso.

Cos’è il dark web?

Nella rete solo una piccola parte è visibile a tutti. Il resto, cioè la porzione più ampia di internet, è il deep web, ovvero tutto ciò che non viene indicizzato dai motori di ricerca. Il dark web può essere considerato un sottoinsieme del deep web e secondo le stime dei ricercatori della Nasa, conta decine di migliaia di indirizzi Url.

Propaganda Isis sul web oscuro: perquisizioni anche a Trapani, Caltanissetta e Ragusa

Visitare il dark web non illegale, ma per farlo servono strumenti specifici, browser come Tor, I2P e Freenet, che permettono la navigazione anonima. Ma nel dark web si nasconde un settore dove sono presenti attività criminali e mercati illegali. In una piccola porzione di questo ambito della rete sono infatti presenti i dark market, dei veri e propri siti e-commerce dove si può trovare di tutto, dalle droghe alle armi, dai film pedopornografici, ai dati sensibili.

Quindi mentre il deep web indica i contenuti che pur essendo su internet non vengono indicizzati da Google o altri motori di ricerca, il dark web comprende anche quei siti che hanno un indirizzo IP nascosto e che sono accessibili soltanto attraverso la rete Onion.

Cosa si trova nel dark web

Nel dark web c’è di tutto. Una buona porzione di pagine è gestita da amanti delle criptovalute, da attivisti, o da chi vive in paesi sotto regimi autoritari che con questo sistema di navigazione riescono ad aggirare la censura.

L’insidia deriva dal fatto che il dark web comprende anche la propaganda terroristica, come è stato svelato dall’operazione di oggi di polizia e carabinieri in diverse città italiane, fra le quali Ragusa, Trapani e Caltanissetta, e comprende anche i mercati illegali. Ma non solo: è anche la “casa” degli hacker dove possono scambiarsi informazioni e virus, proprio perché è difficile risalire ai computer da cui partono le informazioni. La criminalità, dunque, trova un terreno di conquista nel dark web, perché è lì che cerca informazioni, password, dati personali o codici di conti bancari.

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