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Privacy: anche quella sanitaria è fondamentale

Il Garante privacy ha sanzionato due aziende sanitarie in Friuli. Alcuni dipendenti hanno aperto dossier sanitari senza permesso.

In particolare le sanzioni sono state sottoposte all’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale e Occidentale e il loro ammontare non era poco: una da 50.000 euro e l’altra da 70.000 euro.

Come funziona la privacy sanitaria

In generale, i dipendenti che lavorano all’interno delle strutture sanitarie non hanno completo e libero accesso ai dossier sanitari di ogni paziente. Infatti solo i medici e gli infermieri coinvolti nel processo di cura del paziente possono consultare le informazioni personali sullo stato di salute.

Nello specifico, la normativa riguardante questo argomento, prevede che ospedali e istituti sanitari, così come le normali aziende, si debbano munire di sistemi di sicurezza e di autenticazione validi. Ma non solo, anche di sistemi che consentano di accorgersi di intrusioni illecite. Nei casi delle due Aziende citate, entrambe le cose non sono state rispettate.

Ma da cosa sono scaturite le verifiche che il Garante ha avviato nell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Occidentale? Il tutto è partito dal fatto che una signora ha denunciato l’accesso da parte di un medico non autorizzato ai suoi dati sanitari. Questo è successo perché chi invece era autorizzato ad accedere alle cartelle della signora aveva lasciato incustodite le proprie credenziali, andando quindi contro la normativa.

Il caso dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale

Per quanto riguarda invece l’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, i casi indagati sono due.

Nel primo caso due dipendenti hanno avuto libero accesso, non consentito, al visore referti, entrando in possesso di informazioni sulla salute di una loro collega, ricoverata lì come paziente. L’azienda ha subito avviato un procedimento disciplinare nei confronti dei due dipendenti, presentando anche un esposto alla Procura di Udine.

Il secondo caso invece ha come protagonista una signora che ha denunciato l’accesso ai propri dati personali da parte di alcuni medici del reparto di pneumologia riabilitativa. Qui l’Azienda aveva utilizzato una rete http, che non garantisce la protezione dei dati in maniera ottimale e inoltre non consente agli utenti di verificare l’autenticità del server con cui colloquiano.

Questi casi ci fanno capire che anche le strutture sanitarie sono costantemente a rischio per quanto riguarda la salvaguardia dei dati sensibili. È bene prestare attenzione alle modalità con cui proteggerle e sorvegliarle.

Federica.Maldari

Sono una ragazza che ama disegnare e appassionata di storia dell’arte. In un futuro spero di trasformare le mie passioni in lavoro, per poter fare sempre quello che mi piace.

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