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Prima riunione di giunta, don Lagalla: «Padre nostro che sei nei cieli»

Attualità Sacro e profano

E’ ufficiale, per risollevare Palermo ci vuole un miracolo: più che i politici farebbero bene a pregare i cittadini

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 Palermo – Va bene che  per risollevare la situazione di Palermo – tra bare insepolte, rifiuti all’aria aperta e bilanci disastrati – ci vorrebbe un miracolo, ma non credevamo che l’eufemismo fosse preso alla lettera dalla giunta Lagalla. Quando il sindaco, l’altroieri, ha chiesto di cominciare la prima seduta facendo una preghiera, nessuno ha battuto ciglio: tutti si sono alzati in piedi e si sono fatti il segno della croce, come a messa. Evidentemente la “messa” era organizzata e del resto, tra i banchi non ci sono “comunisti”. Quindi hanno intonato il Padre Nostro, a cui è seguito un lungo applauso

Non era mai successo prima visto che, in teoria, il Comune dovrebbe rappresentare una istituzione laica dello Stato. Che Dio ce la mandi buona, deve aver pensato don Roberto Lagalla riunendo per la prima volta il nuovo esecutivo dopo oltre un mese di tensioni politiche. Qualche cittadino, appresa la notizia, non ha gradito  la commistione di sacro e profano ma in fondo anche il leader della Lega Matteo Salvini ha parlato di recente da un ufficio ridotto a una specie di sacrestia (foto allegata). Speriamo solo che poi non se la prendano col Signore, se non riuciranno a far quadrare i conti del capoluogo siciliano e dell’Italia. Piu’ che gli assessori, farebbero bene a pregare i residenti. 

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