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Ponte, esperti insieme a Messina per smentire fake e dire “sì a un'opera che attirerebbe milioni di turisti”

Non solo politici, ma anche tanti esperti. E’ stato molto produttivo il webinar di questo pomeriggio, presso l’Università di Messina, organizzato dal Comitato Ponte Subito e relativo al Ponte sullo Stretto. Dopo l’introduzione del moderatore Peppe Caridi, direttore di StrettoWeb, e del Professore Bruno S.Sergi, la parola è stata data a Siracusano, Occhiuto, Princi e Salvini, tutti in videocollegamento. Poi, appunto, è stata la volta di varie personalità tecniche che hanno analizzato la questione e risposto a varie domande.

Il primo a intervenire è stato il Prof. Alberto Prestininzi, esperto di terremoti, già ordinario di geologia applicata dell’Università di Roma La Sapienza e già membro del comitato scientifico della Società Stretto di Messina: “quante volte – ha detto – noi del Comitato Scientifico siamo stati costretti a partecipare a riunioni per confrontarci con gli scettici, per convincerli che il terremoto in fondo il Ponte lo supporta molto bene, perché la lunghezza dell’opera rispetto alla frequenza dei terremoti neanche lo sente. Per anni ci siamo logorati nel convincere chi usciva fuori con sisma, vento, pesci, impatto ambientale e ora invece ci sono le priorità. Inutile e poco costruttivo, però, parlarne tra di noi. Il Mediterraneo ospita il 25% del traffico mondiale, questa grande importanza noi come Italia dobbiamo coglierla. L’Europa è più convinta di noi ma non dobbiamo convincere né l’Europa e né gli scettici, che poi diranno ai propri nipoti che c’erano anche loro, ma non diranno che erano contrari. Tutto quanto accaduto di recente ci lascia però ben sperare”.

Poi è stata la volta del Prof. Claudio Borri, esperto di vento, ordinario scienza delle costruzioni all’Università di Firenze e già membro del comitato scientifico della Società Stretto di Messina: “negli ultimi mesi gli inviti non mancano su questo tema, ma a volte mi chiedo a cosa serva tornare sul mantra di smentita o fake news. C’è un vecchio documento di 32 anni in cui due grandi esperti dicevano che il progetto a multicampate non era possibile. Tornare nel 2021 a parlare di questo significa compiere grande ingiustizia se pensiamo che erano stati destinati 50 milioni di euro per gli studi. Poi c’è un documento del 2011, il parere sul progetto definitivo dell’opera, che spiega che quel progetto era in uno stato molto avanzato. La sola idea che qualcuno si debba rimettere a fare tutto il progetto mi fa pensare che non solo non basta una Legislatura, ma non basta un ventennio. Ricordo le ripetute prove incrociate nella galleria del vento, per non parlare di quello delle torri. Qui dietro ci sono 30 anni di lavoro, le verifiche aggiuntive le avevamo già fatte nel 2011”.

Un altro esperto di vento, il Prof. Piero D’Asdia, già ordinario di tecnica delle costruzioni dell’Università di Pescara-Chieti e già membro del comitato scientifico della Società Stretto di Messina, ha detto che “questo progetto è attualmente pronto, ne sono pronte due versioni, quella del ’92 e quella del 2003, identiche a parte la presenza delle corsie d’emergenza. Nel frattempo non solo lo Stretto di Messina ha fatto studi importantissimi, ma lo Stato italiano ha dato al nostro gruppo di lavoro fondi per cui sono state fatte delle ricerche che arricchiscono le conoscenze”.

Poi è il turno del Prof. Giuseppe Muscolino, ordinario di scienza delle costruzioni dell’Università di Messina e già membro del comitato scientifico della Società Stretto di Messina: “ho fatto parte del Comitato Scientifico della Società Stretto di Messina – ha detto – e insieme ad altri colleghi abbiamo lavorato per poter dare l’approvazione del progetto definitivo. La società Stretto di Messina aveva detto: ‘siamo in partenza perché sarà approvato a breve dal CIPE il progetto definitivo’. Il progetto definito si compone da un numero di tavole ed elaborati enormi e immagino che se c’è qualcuno che deve rifare il progetto e studiare tutte le carte, passeranno mesi prima che si comprenda l’organizzazione di questo progetto. L’unica soluzione possibile per me è di partire da dove lo abbiamo lasciato noi, con l’approvazione del progetto, le altre soluzioni provocheranno ritardi lunghi e sarà difficile che la prima pietra sia posta in questa legislatura. Non è come il progetto di una casa ma servono mesi prima di entrare dentro la struttura, il progetto ha un percorso che noi della facoltà di ingegneria abbiamo studiato per anni. L’altezza del Ponte è di circa 60-65 metri per cui se ci spostiamo verso il centro della città, bisogna trovare un posto dove poter appoggiare il ponte. Io mi sono occupato dell’aspetto sismico e il ponte è una struttura flessibile e questo tipo di strutture neanche si accorgono del sisma”.

Altro intervento è quello dell’Ingegnere Fabrizio Averardi Ripàri, libero professionista e già manager di Anas International: “chi era in Stretto di Messina – ha affermato – ha vissuto con dolore questa situazione. Ora si dovrebbe ripartire e se si riaffida il tutto a questa società si dovrebbe formare una nuova struttura: amministrativa, economico-finanziaria ma anche di comunicazione, forse la vera mancanza di questi anni. Ho avuto la fortuna di lavorare per tanti anni con una società francese che ha realizzato alcuni dei ponti più belli e grandi del mondo. Queste opere hanno una valenza turistica, attirano grossi flussi. Il Ponte di Normandia, che per me è il più bello al mondo, attira milioni di persone. E io penso che quello di Messina li possa superare”.

Prof. Muscolino: “ecco perché vento e terremoti non sono un problema per il Ponte sullo Stretto” | VIDEO

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