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Ordigno bellico in spiaggia, chiusa la Praiola di Terrasini

Un ordigno bellico su una delle spiagge principali di Terrasini e l’intera area viene chiusa ai bagnanti mentre viene allontanata anche al circolazione pedonale e, in alcuni casi, lo sarà anche quella dei veicoli.

Il sospetto ordigno bellico

È un oggetto sferico, arrugginito, del diametro di circa 40-50 centimetri. Apparentemente una mina della seconda guerra mondiale inesplosa, probabilmente portata sulla spiaggia dalle onde. E’ questo l’oggetto che ha creato apprensione e la chiusura della spiaggia di Terrasini.

Ma potrebbe anche essere un rifiuto restituito dal mare di natura diversa e non pericoloso. Il sindaco di Terrasini Giosuè Maniaci ha, prudenzialmente firmato un’ordinanza disponendo la chiusura della Praiola dopo il ritrovamento di quello che comunque sembra un ordigno bellico.

La segnalazione di un bagnante

La segnalazione è arrivata nel pomeriggio di ieri da più di una persona, per lo più bagnanti. “C’è uno strano oggetto fra gli scogli”, ha detto al 112 l’autore della prima telefonata.

Intervento di Guardia Costiera e Polizia Municipale

Sul posto sono arrivati i militari della Guardia costiera e il personale della polizia municipale che hanno invitato i bagnanti a lasciare la spiaggia prima di transennarla. Per stabilire con certezza la natura dell’oggetto, anche nell’eventualità di doverlo spostare per farlo brillare, è stato chiesto l’intervento degli artificieri.

I ritrovamenti di ordigni bellici

I ritrovamenti di ordigni bellici non è un fatto ne isolato ne raro in Sicilia. A novembre scorso durante le operazioni di pulizia di strade a Menfi, dopo il nubifragio della settimana precedenti, i volontari della protezione civile regionale hanno trovato un altro ordigno bellico. Il ritrovamento è avvenuto in contrada Cavarretto al confine del perimetro urbano in zona abitata.

A luglio dello scorso anno bagni vietati nella spiaggia del Kefara a Santa Flavia, in provincia di Palermo. Il sindaco ha emesso un’ordinanza che segue una nota della prefettura di Palermo che ha segnalato la presenza di un altro presunto ordigno bellico. La bomba si trovava adagiata su un fondale a circa 4 metri di profondità a circa 25 metri dalla battigia.

L’elenco potrebbe continuare a lungo. Anche a palermo nei mesi precedenti è stato necessario evacuare un intero quartiere per una domenica per consentire le operazioni di rimozione di una grossa bomba ritrovata nell’area del castello a mare

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