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Oggi solo il 2,26% degli Italiani Possiede Criptovalute: Aumenteranno dopo il Merge di Ethereum?

L’unione di Ethereum propone un’esistenza crittografica versatile e sostenibile. Ispirerà gli investitori italiani? Continuare a leggere.

Criptovalute: Aumenteranno dopo il Merge di Ethereum

Le criptovalute, a differenza di quello che pensavano gli scettici, non sembrano affatto intenzionate a sparire dal mercato. La loro presenza e diffusione anzi, continua a capillarizzarsi. Nonostante l’anno negativo per questo settore, che ha visto scomparire diverse criptovalute minori e addirittura dimezzarsi il valore delle maggiori, un evento in particolare potrebbe determinare un cambio di rotta importante: il Merge di Ethereum.

Cos’è il Merge?

 Il Merge è un’operazione che Ethereum stava preparando da molti anni, e finalmente questo settembre è riuscito a portarla a termine. È un’evoluzione del funzionamento tecnico della blockchain, che passa da un sistema basato sul proof-of-work ad uno basato sul proof-of-stake. Mentre prima a confermare le transazioni c’erano dei complessi problemi matematici da far risolvere ai computer, ora si è passati a un sistema più leggero e meno impattante dal punto di vista energetico.

Ora a confermare la validità dei processi c’è una specie di lotteria. Gli stakers mettono grossi lotti di Ether, la moneta di Ethereum, a disposizione e viene estratto un vincitore fra gli stakers da remunerare per l’operazione. Il tutto ad un costo a livello energetico inferiore anche del 95%. Ma cosa cambia per gli users?

Ad oggi in Italia chi fa uso di cripto è ancora una piccola minoranza. Dopo il Merge, questo numero crescerà? Qual è il futuro delle cripto in Italia?

Dopo il Merge di Ethereum

Se alcuni si aspettavano un boom incredibile di nuove transazioni, sono rimasti delusi. In realtà la reazione immediata è stata piuttosto fredda. Lo possiamo vedere coi nostri occhi controllando il tasso di cambio ethereum euro. L’Ether arriva da una lunga spirale discendente nei mesi precedenti al Merge, movimento negativo che ha caratterizzato il 2022 per più o meno tutte le cripto, e solo negli ultimi giorni stiamo assistendo a un momento di ripresa..

Molti analisti però sono concordi nell’affermare che Ethereum può guardare al futuro con speranza. Le criptovalute fanno della volatilità una loro caratteristica fondante, quindi non c’è troppo da preoccuparsi se ci sono fasi ribassiste. Con buona probabilità saranno seguite da una fase di rialzo dei prezzi. Inoltre il mercato si sta lentamente aprendo a questa forma di valuta. Alcuni danno previsioni di crescita dell’Ether di diversi ordini di grandezza per il 2030, come possiamo leggere su questa previsione di Business 2 Community.

La situazione in Italia

L’Italia è rimasta un po’ indietro nella rivoluzione delle cripto. Un po’ per decentralizzazione rispetto alle zone dove hanno visto la nascita le valute digitali, un po’ per il grosso ritardo che hanno avuto le istituzioni e le aziende italiane nell’implementare le cripto nel sistema finanziario. Resta da dire che non siamo soli: in generale tutti i mercati delle grandi nazioni occidentali hanno faticato a rendersi conto delle loro potenzialità. Tant’è che in molti Paesi gli enti regolatori (in Italia l’Agenzia delle Entrate) ancora non si sono espressi su come debbano essere trattate (e quindi tassate) questi strumenti finanziari. Questa situazione però è probabile sia vicina a un cambiamento nell’immediato futuro.

I più avanti? Paesi in via di sviluppo

Colpisce notare come gli Stati più avanti nell’adozione delle criptovalute nel sistema finanziario non siano le maggiori economie del mondo, gli Stati Uniti il Giappone o la Cina, ma Paesi come il Pakistan, l’India e la Nigeria. In Europa uno degli Stati trainanti riguardo alla regolamentazione e implementazione delle criptovalute è l’Ucraina.

Come è possibile?

Immaginiamo un Paese in via di sviluppo, con un sistema bancario/finanziario soggetto a un sistema economico problematico, le cripto possono essere usate come valuta solida, da poter facilmente spostare all’estero, magari per inviare rimesse del proprio lavoro da un Paese ad un altro.

O in altri casi, come in Argentina, dove l’inflazione mette in serio dubbio la credibilità della valuta locale, affidarsi a Bitcoin o Ethereum può essere un investimento atto a proteggere i propri risparmi. E la loro volatilità risulta essere una variabile meno pericolosa della svalutazione, che invece è certa.

2022 “The Regulators Year”

Molti analisti ritengono che il 2022 sia l’anno dei “regolatori” delle cripto. I grandi mercati si stanno accorgendo delle criptovalute e probabilmente entro la fine dell’anno avremo un sistema più chiaro di riferimento. Sempre più aziende e consumatori le utilizzano, come potete leggere anche su Wall Street Italia.

Questo ovviamente determinerà una progressiva “istituzionalizzazione” del fenomeno cripto, che passerà da un investimento “semi-legale” a una risorsa regolata, controllata e quindi più accessibile a tutti. Probabilmente quindi vedremo un sempre maggiore uso delle criptovalute. Anche nel Belpaese.

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