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MotoGP: al Mugello domina l’Italia, Bagnaia firma un capolavoro

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La MotoGP torna in Italia, al Mugello. Lo fa in grande stile con un weekend pregno di novità.

Comincia l’avventura italiana del motomondiale: circuito super affollato, sia lungo le tribune che in pista: per quest’occasione il numero dei piloti in griglia sale a 26. Ad aggiungersi ai consueti 24 saranno la wildcard Aprilia Lorenzo Savadori e la nona Ducati del collaudatore di Borgo Panigale, Michele Pirro. Presenza di Pirro diversa dalle solite poiché, grazie ad un accordo tra Aruba.it e Ducati (già partner in Superbike), il pilota e collaudatore italiano scenderà in pista con gli stessi colori SBK, in sella ad una Desmosedici “sperimentale”. Partnership confermata per tre gare: Mugello, Montmelò e Misano. Nota dolente, invece, per gli appassionati: cancellato, ancora una volta, il GP di Finlandia. La situazione geopolitica instabile del Paese non avrebbe permesso uno svolgimento sereno e privo di rischi.

Ma le novità non si fermano qui: sul fronte mercato, Aprilia dà una profonda scossa. La casa di Noale conferma il tandem Espargaró –  Viñales per altri due anni. Ma l’ambizione non termina solo col rinnovo dei contratti: il team WithU RNF, oggi team satellite Yamaha, ha accettato la proposta di Aprilia per l’anno venturo. A partire dal prossimo anno, dunque, saranno 4 i gioiellini di Noale in griglia.

Giornate speciali al Mugello, sin dal venerdì, giorno in cui il pluricampione del mondo Max Biaggi viene ufficialmente riconosciuto nella MotoGP Hall of Fame. Il giorno seguente, prima delle qualifiche MotoGP, è il turno di un’altra leggenda. Valentino Rossi, già insito nella Hall of Fame nel giorno del suo ultimo GP, ritira il suo storico numero 46.

Terminate le celebrazioni ed i festeggiamenti, si torna in pista. Le qualifiche, complice i repentini cambi di meteo, risultano più avvincenti del solito. Molti i cambi gomme e tantissimi i rischi, tanto che i migliori giri sono stati firmati con delle gomme da asciutto su una pista tendenzialmente bagnata.

Le Ducati dominano il Mugello, alla stregua dei piloti italiani che emergono nel GP di casa. Il poleman di giornata è uno straordinario Fabio Di Giannantonio, che con la sua Desmosedici con livrea speciale del team Gresini firma la sua prima pole in classe regina. Chiudono la prima fila le altre due Desmosedici, strepitose ed inattese, del team Mooney VR46: Marco Bezzecchi e Luca Marini.

Piccola curiosità: non era mai accaduto in MotoGP che due rookie si aggiudicassero le prime due caselle in qualifica.

Bisogna scendere fino alla sesta casella per trovare il campione del mondo in carica e attuale leader del mondiale Fabio Quartararo, preceduto dalla Ducati di Bagnaia e dal connazionale Johann Zarco. Tiene duro anche l’Aprilia di Aleix Espargaró in settima posizione; alle sue spalle Takaaki Nakagami ed il fratello Pol. Enea Bastianini chiude la top ten, male Suzuki e KTM.

Marc Márquez, undicesimo in griglia grazie ad una penalità inferita a Martín (da segnalare, per altro, la sua Pramac con una nuova livrea violacea), dispone, insieme ad Alberto Puig, una conferenza stampa speciale post qualifiche. L’otto volte campione del mondo annuncia la quarta operazione all’omero. Il recupero, stando agli ultimi controlli, non è andato come previsto. L’alieno che tutti abbiamo conosciuto soffre ancora (per entrare in Q1 ha avuto bisogno del traino beffardo di Miller) e non è per niente contento delle sue prestazioni. Da qui la decisione di operarsi nuovamente: l’obbiettivo è quello di raddrizzare l’omero e tornare in pista verosimilmente tra 4-6 mesi, a mondiale concluso.

Le gare della domenica si aprono con una splendida battaglia al photofinish in Moto3. Alla fine, a spuntarla è García, complice una penalità conferita al compagno Guevara che aveva terminato primo. Ai piedi del podio Tatsuki Suzuki, protagonista di una brillante rimonta a seguito di un long lap penalty. In Moto2, molte cadute tra i piloti di vertice. Ne approfitta il solito meraviglioso Pedro Acosta, agguantando il record di pilota più giovane a trionfare nella classe di mezzo. Secondo Joe Roberts, terzo Ogura. Dopo l’exploit iniziale, il nostro Celestino Vietti manda in fumo tutto il vantaggio accumulato: mondiale riaperto.

Alle 14.00 italiane cominciano i 23 giri della MotoGP:

Pronti, partenza, via. Scattano perfettamente i primi tre italiani in sella alle loro Ducati, iniziando a dettare il passo. Dietro, tanta bagarre. Il gruppo è molto folto, tanti sorpassi. Quartararo, Bagnaia ed Espargaró all’inseguimento del terzetto di testa.

Dopo pochi giri Quartararo dimostra di essere in testa al mondiale per merito: coraggiosamente risale fino alla seconda posizione, mettendo Marco Bezzecchi nel mirino. Malissimo le ducati di Miller e Pirro; perde qualche posizione anche il poleman Di Giannantonio. Mentre, al quinto giro, Pol Espargaró abbandona la corsa a causa di una violenta caduta.

Jorge Martín, in difficoltà nelle retrovie, firma la miglior top speed: 363.5 km/h sul rettilineo, a dir poco mostruoso. Altra Ducati, altro record: Pecco Bagnaia sopravanza Fabio Quartararo, firmando il miglior giro di sempre in gara. Qualche posizione più indietro, all’ottavo giro, cade anche Joan Mir.

Lotta a coppie intensissima: BezzecchiBagnaia per il primato, subito dietro QuartararoMarini. Poco più isolato Aleix Espargaró in quinta posizione, alle sue spalle il trio Ducati formato dai piloti Gresini e Zarco, con le KTM in agguato.

Quartararo si libera di Marini prima e di Bezzecchi poi, piazzandosi alle spalle di Bagnaia. Il buon Fabio Di Giannantonio pecca forse d’esperienza: bene in qualifica, sul giro secco, male nel ritmo: ai margini della top ten il pilota romano classe ’98. Sfortunato il suo compagno di box Enea Bastianini: dopo aver sorpassato Zarco per la sesta posizione, cade, perdendo punti preziosissimi in ottica mondiale.

A poco più di un secondo dalla Desmosedici di Pecco Bagnaia si forma un quintetto comandato da Quartararo, con Bezzecchi, Espargaró, Marini e Zarco a darsi battaglia per due posti sul podio. Sul finale, cedono le Ducati del team Mooney VR46. Quartararo si libera degli inseguitori e cerca di riprendere Bagnaia con una lotta a distanza estenuante, Espargaró si mette terzo.

Brad Binder, nel frattempo, vien su fortissimo dalle retrovie: dalla settima posizione va ad insidiare la zona podio, non riuscendo però nell’impresa; Zarco si libera di Bezzecchi e Marini, agguantando la quarta posizione.

Dopo un infinito “effetto elastico” tra Bagnaia e Quartararo, la nuvola rossa la chiude. Torna a vincere Pecco Bagnaia dopo i tanti errori, il pilota torinese convince e rilancia le sue ambizioni mondiali. Fabio Quartararo mantiene la leadership in classifica con la sua seconda posizione ed Aleix Espargaró limita i danni aggiudicandosi il terzo posto. Mugello ricco di emozioni e dai risvolti imprevisti: tre moto diverse sul podio. Mondiale tirato dove ogni punto è e sarà oro, appuntamento tra 7 giorni al Montmelò di Barcellona!

I primi 15 classificati MotoGP:

  1. Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo)
  2. Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha)
  3. Aleix Espargaró  (Aprilia Racing)
  4. Johann Zarco (Pramac Racing)
  5. Marco Bezzecchi (Mooney VR46 Racing)
  6. Luca Marini (Mooney VR46 Racing)
  7. Brad Binder (Red Bull KTM Factory Racing)
  8. Takaaki Nakagami (LCR Honda Idemitsu)
  9. Miguel Oliveira (Red Bull KTM Factory Racing)
  10. Marc Márquez (Repsol Honda)
  11. Fabio Di Giannantonio (Gresini Racing)
  12. Maverick Viñales (Aprilia Racing)
  13. Jorge Martín (Pramac Racing)
  14. Alex Márquez (LCR Honda Castrol)
  15. Jack Miller (Ducati Lenovo)

Luca Lazzaro

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