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Missili su Kiev in risposta alla controffensiva ucraina a Kherson

Le forze russe hanno sferrato un attacco missilistico contro la regione di Kiev nelle prime ore del mattino di oggi, stando a quanto riferisce il governatore locale secondo cui l’attacco avrebbe colpito infrastrutture nella zona. In un aggiornamento su Telegram, citato anche dal Guardian, il governatore Oleksiy Kuleba ha riferito dell’attacco lanciato contro il distretto di Vyshgorod, a nord della capitale ucraina, precisando che sono in corso verifiche per stabilire se ci sono vittime. Le autorità municipali a Kiev hanno inoltre a loro volta diramato un allarme aereo indicando così ai residenti di assicurarsi di essere al riparo.

Le forze russe inoltre hanno preso il controllo della seconda centrale elettrica più grande dell’Ucraina. Lo ha confermato il governo di Kiev, dopo l’annuncio di Mosca. Le truppe filorusse «hanno ottenuto un piccolo vantaggio tattico: hanno conquistato la centrale a carbone di Vuhlehirsk», ha detto il consigliere presidenziale ucraino Oleksiy Arestovych in un’intervista pubblicata su YouTube e riportata dai media internazionali.

Mosca risponde così all’offensiva ucraina a Kherson di ieri. «Lasciate Kherson. O dovrete attraversare il Dnipro a nuoto», hanno intimato le forze di kiev ai russi. La controffensiva ucraina contro i soldati russi ha avuto nelle ultime ore il suo epicentro nel sud del Paese, con l’obiettivo dichiarato di sbarrare la strada alle forze di Mosca che da settimane occupano quel territorio – omonima regione adiacente alla Crimea e con sbocco sul Mar Nero – allo scopo di rafforzare ed espandere la propria presenza lungo l’asse orientale che dal Donbass arriva a Odessa. Kiev risponde allora con il più classico degli espedienti: far saltare un ponte. Lo strategico ponte di Antonivskiy che attraversa il fiume Dnipro e che diventa il simbolo del raid ucraino con i razzi Himars, armi di precisione ricevute dagli Usa.

La guerra continua mentre dal fronte diplomatico arriva un segnale dopo mesi di desolante stallo: nei prossimi giorni ci sarà una telefonata tra il segretario di Stato Usa Antony Blinken e il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov. E anche se Blinken nel preannunciare i colloqui tiene a precisare che non si tratta dell’inizio di «un negoziato», sta di fatto che è il primo contatto diretto fra i due dall’inizio della guerra. Il segretario di Stato americano anticipa che al centro della telefonata si affronterà il tema dei detenuti americani in Russia, come la cestista Griner che proprio ieri è scomparsa in un tribunale di Mosca in vista di una sentenza, per droga, in cui rischia fino a 10 anni di carcere.

Tra i temi anche il grano, ha fatto sapere Blinken proprio nel giorno in cui è stato inaugurato il centro di coordinamento di Istanbul, oggetto dell’accordo di una settimana fa, che consentirà ‘prestò la partenza della prima nave dall’Ucraina. Cui seguirà una spola che dai porti di Odessa, Chornomorsk e Yuhzny dovrebbe scongiurare il rischio di una crisi alimentare globale. Non lontano dalle sponde del Mar Nero però si continua a combattere con le forze ucraine che hanno preso di mira il ponte di Antonivskiy, ponte cruciale e principale linea di rifornimento russa nella Kherson occupata.

Le prime indicazioni di pesanti bombardamenti si cominciano ad avere attorno alla mezzanotte attraverso i canali social di media locali, insieme a un video che mostrerebbe una raffica di colpi. Più tardi la conferma è venuta direttamente dal palazzo presidenziale: «Gli occupanti imparino a nuotare attraverso il fiume Dnipro, oppure lascino Kherson finché è ancora possibile. Potrebbe non esserci un terzo avvertimento», scrive su Twitter Mykhailo Podoliak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rivendicano l’attacco al ponte e intimando ai russi di abbandonare la città occupata sulla quale gli ucraini hanno lanciato una controffensiva. Per mettere a segno l’attacco i vertici militari ucraini hanno scelto di ricorrere ai missili Himars di dotazione americana. Lo conferma su Telegram il presidente Zelensky in persona, lodando l’efficacia dei razzi forniti da Washington (si tratta in realtà di lanciarazzi su gomma a guida Gps, in grado di esplodere più colpi contemporaneamente con un’elevata precisione a grande distanza): «Giorno dopo giorno, i nostri difensori colpiscono efficacemente le posizioni nemiche sconvolgendo i piani degli occupanti – scrive Zelensky su Telegram. Gli Himars e le altre armi di precisione stanno cambiando il corso della guerra a nostro favore. E sebbene la potenza di fuoco dell’esercito ucraino sia inferiore a quella del nemico, i nostri guerrieri colpiscono comunque con maggiore abilità e precisione».

Nella capitale ucraina continuano intanto i «rimpasti», dopo le epurazioni su più fronti. L’ultimo rinnovo, in ordine di tempo, è quello del nuovo procuratore generale ucraino: si tratta di Andriy Kostin, indicato dal presidente in sostituzione di Irina Venediktova, la cui nomina ha ricevuto il via libera della Verkhovna Rada, il Parlamento monocamerale ucraino, con il voto favorevole di 299 deputati, 32 astenuti e 33 che non hanno votato.

Infine, oggi nuove accuse alle truppe russe da parte di Kiev. Un alto funzionario ucraino accusa la Russia di aver abbandonato i corpi dei suoi soldati morti in Ucraina per evitare di pagare un risarcimento alle loro famiglie. «Loro non si preoccupano dei loro soldati – afferma Oleg Nikolenko, portavoce del ministero degli Esteri di Kiev, intervistato da The Irish Times – Non prelevano i cadaveri dal campo di battaglia. Abbiamo tanti corpi di soldati russi, li conserviamo nei freezer. Stiamo aspettando che Mosca li prenda. Non li prendono perché, secondo le loro leggi, la famiglia di ogni soldato morto riceve sette milioni di rubli russi. Ma quando il soldato è scomparso, nessun corpo significa niente soldi…», ha concluso Nikolenko.

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