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Meta dovrà vendere Giphy: fine dell'era delle GIF?

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L’era delle GIF, lunga 35 anni, potrebbe giungere al termine. Le illustrazioni animate che hanno fatto la storia del web, diventandone un emblema, sono adesso definite dalla stessa azienda madre una tecnologia morta, “da boomer. Anche l’acquisizione da parte di Meta è andata in fumo: la società di Zuckerberg è costretta a vendere per ordine dell’Antitrust. 

Accordi Meta – Giphy: dall’acquisizione alla vendita

L’acquisizione è stata annunciata da Zuckerberg nel 2020, ancor prima dell’avvio del progetto Meta. L’idea era quella di incorporare Giphy all’interno di Instagram, per un investimento che ammontava a un totale di 400 milioni di dollari. Il progetto del CEO, però, ha subito destato l’attenzione dell’Antitrust. Meta aveva già una posizione più che dominante sul mercato e una tale acquisizione l’avrebbe consolidata, forse fin troppo. Ecco perché la CMA – Competition and Market Authority – ha dato il via alle indagini che sono andate avanti fino a oggi, momento in cui Meta è stata ufficialmente costretta a vendere.

I motivi della decisione

L’acquisizione non è stata accettata perché avrebbe violato le regole della concorrenza, alimentando la posizione di dominio di Meta sul mercato. I rischi sarebbero stati i seguenti:

  • Accesso alle GIF. Meta, acquisendo la società, avrebbe potuto limitare o negare l’accesso da parte degli altri social concorrenti, aumentando il traffico verso Facebook, Instagram e WhatsApp. Avrebbe potuto, ad esempio, cambiare le condizioni del servizio in modo da chiedere ai suoi competitors di fornire più dati degli utenti per accedere alle animazioni di Giphy. 
  • Problema del display advertising. Meta ha già una posizione di leadership nel campo della pubblicità display e, assorbendo Giphy, ne avrebbe annullato la concorrenza, potenzialmente consistente.

I cinque ricorsi fatti durante gli ultimi due anni sono serviti a ben poco. Solo uno di questi è stato vinto, e pertanto Meta sarà ora obbligato a vendere la società: «Siamo delusi, ma accettiamo la decisione».

La lunga storia delle GIF

Le prime GIF nascono ancor prima del World Wide Web di Berners-Lee, ma sono ben lontane da quelle a cui siamo abituati oggi. Le GIF animate arrivano nel ’95 e si diffondono a macchia d’olio su tutti i siti web, diventandone un simbolo emblematico. La logica era simile a quella degli odierni meme: le gif più divertenti passavano da un sito all’altro raggiungendo grandi platee di utenti, diventando insomma virali.

Il Web però, si sa, non è mai fermo: si evolve continuamente, e con esso le tecnologie che vi stanno dentro. Ecco perché dopo 35 anni di storia, le GIF stanno entrando in declino, sostituite dalle emoji (il cui repertorio e la cui qualità sono decisamente migliori rispetto ai primi anni 2000) e gli sticker, recentemente introdotti nelle principali app di messaggistica. Le GIF ci sono ancora, certo, ma come ha sottolineato la stessa Giphy sono ormai obsolete, “da boomer”. Usate solo da una piccola fetta di utenti del web, probabilmente gli stessi che hanno assistito all’età d’oro delle GIF e sono rimasti affezionati.

Le GIF sopravvivranno anche senza Meta?

Se Giphy ha ragione e non è solo pessimista, le GIF non sopravvivranno al duro colpo inflitto dalla mancata acquisizione di Meta. Nel 2020, anno in cui fu annunciata l’acquisizione, la situazione non era ancora così drammatica (altrimenti Meta non avrebbe investito centinaia di milioni nell’acquisto della società). Oggi però il panorama del web è cambiato: Giphy può solo sperare di trovare acquirenti capaci di tenere in vita le GIF, magari rilanciandole con un buon grado di innovazione. Sarà la fine di un’era o l’inizio di una grande rinascita?

Alice Maria Reale

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