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Megadeth, un glorioso ritorno con The Sick, the Dying… and the Dead

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I Megadeth sono tornati più in forma che mai con The Sick, the Dying… and the Dead!, sedicesimo lavoro della band statunitense. A distanza di sei anni dall’ultimo lavoro, Dystopia, i Megadeth hanno deciso di seguire la stessa scia che ha segnato appunto la rinascita del gruppo dopo lavori non proprio all’altezza della loro fama.

UN LAVORO TRAVAGLIATO

L’album ha subito varie fermate e vari rinvii per una serie di avvenimenti. Inizialmente doveva essere pubblicato nel 2019, difatti i Megadeth hanno una cadenza di pubblicazione di minimo due e massimo tre anni.

A mettere i bastoni tra le ruote è stata la malattia del frontman Dave Mustaine, vittima di un cancro alla gola. Diagnosticatogli nel mese di giugno del 2019, a gennaio del 2020 ha dichiarato di essere guarito.

Oltre a questo spiacevole epidosio, un altro tornado si è abbatutto sulla formazione thrash metal. Nel 2021, lo storico bassista David Ellefson della band è stato protagonista di uno scandalo sessuale causando il suo licenziamento. Mustaine, quindi, ha deciso di cancellare le sue linee di basso già registrate affidandole a Steve Di Giorgio.

Nel frattempo, il leader dei Megadeth ha aperto un sito dal nome sickdyingdead.com per promuovere l’album e pubblicando i vari singoli che hanno preceduto l’uscita dell’album.

DAVEGADETH

I Megadeth sono conosciuti nel mondo dell’heavy metal per i frequenti cambi di formazione. Dave Mustaine, infatti, è l’unico membro originario della band fondata nel 1983, dopo la sua uscita dai Metallica.

L’ossessione di Mustaine per i Metallica e il rancore che prova ancora nei loro confronti sono diventati così alti tanto da volerli superare in tutto. Sul lato tecnico ci è riuscito, anche perché, oltre ad essere lui stesso un ottimo chitarrista, è sempre stato circondato da grandi musicisti, sul lato della fama un po’ meno.

Sebbene avesse avuto degli atteggiamenti non molto consoni nei confronti della band, i Metallica usarono dei riff scritti proprio da Mustaine per la pubblicazione di Kill ‘Em All, primo album dei Metallica.

Con un carattere di suo già particolare, Mustaine iniziò a costruire la sua rivincità e a mettere le basi della sua idea di band. I suoi capricci e la sua tirannia è conosciuta tra tutti i fan del genere, ma si deve anche riconoscere la sua bravura e la sua inventiva, sia nei testi che nelle composizioni musicali.

Senza la sua uscita dai Metallica e la mancaza di intesa tra lui e il leader James Hetfield, forse non avremmo mai avuto i Megadeth. La voglia di superarli ha portato il buon Dave sia a migliorarsi sulla chitarra, ma anche a pretendere molto dai componenti. E sicuramente ha influito sui continui cambi di membri

I Megadeth hanno sfornato album leggendari come Killing Is My Business… and Business Is Good!, Peace Sells… but Who’s Buying?, infatti i punti sospensivi nel titolo del nuovo disco è un omaggio al passato, e Rust in Peace, considerato una pietra miliare del thrash metal.

Entrambe sono band leggendarie, ma se i Metallica dopo un po’ hanno voluto abbracciare le linee guida del commercio musicale, a sua volta, Dave Mustaine ha fatto lo stesso con i suoi Megadeth. L’uscita di Load e Reload dei Metallica incentrato su un heavy metal commerciale e radiofonico, e a tratti ‘ignorante’, ha portato la nascita poco dopo di Cryptic Writings e Risk dei Megadeth. Non ottenendo, però, lo stesso risultato degli ‘acerrimi nemici’.

E se i Metallica persero una buona fetta di fan, accadde lo stesso ai Megadeth. Lavori che comunque risultano godibili alle orecchie, ma che vanno contro l’etichetta del significato di metal primordiale, soprattutto quando le sonorità vengono accantonate.

DYSTOPIA E THE SICK, THE DYING… AND THE DEAD

Dopo quindi Cryptic Writings e Risk, i Megadeth hanno ritrovato la propria strada seppur con alti e bassi. Dystopia, uscito nel 2016, è uno dei migliori lavori della band. Il sound aggressivo, gli assoli prepotenti e i groove di basso e batteria hanno segnato la loro rinascita, continuata con appunto The Sick, the Dying… and the Dead, nonostante il sound risulti meno pesante ed aggressivo.

In questo album uscito il 2 settembre, si nota proprio come zio Dave di diverta nei suoi soliti duetti con il chitarrista di punta, in questo caso Kiko Loureiro. L’alchimia con il guitar hero brasiliano è così alta da regalarci momenti davvero memorabili. I pezzi si amalgamano per bene per tutta la durata dell’album di circa un’ora.

I singoli come We’ll Be Back, Night Stalkers, Soldier On e la title track The Sick, the Dying… and the Dead! hanno raggiunto subito le migliaia di ascolti. Le melodie sono subito riconducibili alla loro peculiarità, e la voce, seppur più roca del previsto a causa della malattia di Dave, risulta ottima.

I testi sono stati trattati come metafore su argomenti come la guerra (vedesi i singoli), i disastri nucleari (Dogs of Chernobyl) e il desiderio di scappare altrove (Mission to Mars). Tra le 12 dodici tracce che compongono il disco, c’è anche un’interlude Psychopathy, dalla durata di un minuto e venti. La canzone recita un monologo sulla psicopatia e di come possa scaturirsi.

In conclusione, The Sick, the Dying… and the Dead! è un ottimo prodotto che segna per l’ennesima volta la giusta fama della band ma anche la resilienza di Dave Mustaine, il quale ormai ha superato i sessant’anni. I fan della band e del thrash metal non rimarranno delusi.

Simmaco Munno

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