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Maltempo, a Vibo Marina il torrente “Antonucci” non defluisce e straripa – Video

Il fosso, con la foce insabbiata per il dislivello, non riesce a defluire a mare ed esonda inondando d’acqua tutte le vie adiacenti del rione Pennello

F.M.

Maltempo, a Vibo Marina il torrente “Antonucci” non defluisce e straripa – Video
Come si presenta un tratto del litorale di Vibo Marina

Siamo alle solite. Il letto del torrente Antonucci di Viale delle Industrie a Vibo Marina, che attraversa parte del popoloso rione Pennello, essendo più basso del livello del mare ad ogni mareggiata si ritorna punto e accapo. In pratica il fosso, con la foce insabbiata per il dislivello, non riesce a defluire a mare ed esonda, inondando d’acqua tutte le vie adiacenti al torrente stesso e quindi le case poste al piano terra. Le sue pendenze, infatti, sono al di sotto del livello del mare e quando piove si viene a creare una sorta di piscina all’aperto. La forte mareggiata di questa notte ha naturalmente accentuato ancora di più il problema. Stamattina il torrente Antonucci aveva ben oltre tre metri d’acqua all’interno dell’alveo. Sul posto – immediatamente allertata – questa notte è giunta la Protezione civile con un escavatore nel tentativo di liberare la foce del torrente. Presente anche il vicesindaco Pasquale Scalamogna. La forte mareggiata ha, inoltre, causato danni ad alcuni Lidi della frazione.

«Tempo fa – fa sapere Giovanni Patania, segretario provinciale Confasila –  il sindaco di Vibo Maria Limardo e la sua giunta, dopo il sopralluogo, hanno dichiarato di aver trovato un finanziamento di 600mila euro tramite la Regione Calabria per risolvere la questione e per dare quindi le nuove pendenze al torrente. Sono, però, passati sei mesi da quelle affermazioni, perché il problema si è posto a giugno scorso, e ancora nulla è stato fatto. Chiediamo, pertanto, al sindaco e alla sua giunta di fare sapere alla popolazione delle Marinate se e quando si interverrà su quel torrente e socialmente se ci sono i fondi a disposizione. È un problema che non può essere più sottovalutato – conclude Giovanni Patania – o si rischia tanto con quel torrente in quelle condizioni».

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