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Letta sull’incontro con Fratoianni: “Sensazioni positive”. Il finto litigio a sinistra è già finito

Roma, 5 ago – Enrico Letta e Nicola Fratoianni. Il segretario di sinistra “non abbastanza di sinistra” e il sinistro duro, puro, quello proletario che difende i lavoratori, quello che alza la testa e si scinde. In sintesi, il leader di un partito-satellite del Pd, come si osservava ieri. Doveva essere uno scontro all’ultimo sangue, perché il segretario di Sinistra Italiana diceva che no, l’accordo con Calenda non andava bene, che si doveva discutere questo e quello. Alla fine di un singolo incontro di appena un’ora e mezza – record! – i toni (che strano) si sono già attenuati. E di molto.

Letta su Fratoianni: “Sensazioni positive”

Letta avrebbe parlato come un Papa riconciliatore dopo l’incontro con Fratoianni, nelle dichiarazioni ufficiali del partito pubblicate sull’Ansa: “La sensazione è che si siano fatti passi avanti per arrivare a una conclusione positiva”. Maddai, Enrico. Era davvero una sensazione imprevedibile, grosso modo quanto la “lotta alla destra sovranista” che dovrebbe unirvi tutti. Comunque, al di là delle battute, anche Fratoianni l’irriducibile pare molto più riducibile: “Ora comincia una riflessione e ci aspettiamo una riflessione anche nel Pd”. Come pare riducibile Angelo Bonelli di Europa Verde. Tutti così riducibili da spendere parole dure ma sostanzialmente al miele: “Abbiamo registrato una volontà molto forte di un’intesa da parte del Pd e di rendere questa alleanza centrale. Abbiamo ribadito che per la nostra alleanza una coalizione che abbia al centro del proprio programma l’Agenda Draghi per noi non è praticabile”. Ribaditelo: siamo proprio curiosi di vedere cosa accadrà. In fondo, c’è sempre il “jolly” del supporto esterno.

La malinconia di chi vuole essere calcolato: Luigi Di Maio

In questo classico scenario Pd versus partiti-satellite, in cui il primo fa finta di conciliare e i secondi finta di dissentire (con qualche urlo per rendere tutto più credibile), la figura più mesta è certamente quella di Luigi Di Maio. Un personaggio che definire politicamente in declino è un eufemismo. Al di là di questo, però, fanno sorridere con tenerezza i suoi tentativi di mettersi in mostra nella coalizione, con il più banale degli appelli: “Dignità e rispetto reciproco, questo è il messaggio che ho trasferito ai potenziali alleati della coalizione”. Come a dire: caltolatemi. In bocca al lupo, signor Gigi. Forse la tua occasione di contare qualcosa nella politica italiana l’aveva avuta qualche anno fa. Ha deciso di sprecarla.

Stelio Fergola

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