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“L'ergastolo di Oseghale a rischio”: la mamma di Pamela Mastropietro scrive al premier

Roma, 17 nov — Alessandra Verni, la madre di Pamela Mastropietro, chiede giustizia opponendosi alla decisione della Corte di Cassazione di istituire un nuovo processo per Innocent Oseghale. Il pusher condannato all’ergastolo per aver drogato, stuprato, ucciso, fatto a pezzi e chiuso in una valigia la 18enne romana nel 2018 potrebbe essere giudicato nuovamente per il reato di violenza sessuale. In tal caso, se decadesse l’aggravante dello stupro potrebbe delinearsi una diminuzione della pena a carico del nigeriano che farebbe evitare la pena dell’ergastolo a cui era stato condannato.

La mamma di Pamela Mastropietro vuole giustizia

Un colpo durissimo per la mamma di Pamela, che ha inviato stamattina una lettera all’attenzione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Una missiva non a caso scritta e inviata «proprio in prossimità della ricorrenza della Giornata in ricordo delle donne vittime di violenza» che si celebra il 25 novembre. Verna ribadisce con forza: «Ancora giustizia deve essere fatta», ricordando le atroci fasi del barbaro assassinio della giovanissima Pamela: «Sono passati quasi cinque anni da quando mia figlia, Pamela Mastropietro è stata violentata, uccisa, scuoiata, smembrata, fatta a pezzi, lavata con la candeggina, messa in due trolley e lasciata sul ciglio di una strada da individui appartenenti a un’organizzazione criminale».

Secondo il racconto del supertestimone Vincenzo Marino, Oseghale aveva iniziato le operazioni di smembramento mentre la ragazza era ancora viva. Il supertestimone riferisce anche che Oseghale usò la varechina per cancellare tutte le tracce biologiche, comprse quello dello stupro, precisando che «L’aveva lavata con la varechina perché così non si sarebbe saputo se era morta di overdose o assassinata. Disse che aveva un sacco in frigo dove mettere i pezzi, ma che non ci andavano e che l’ha dovuta tagliare e l’ha messa in due valigie».

Cristina Gauri

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