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La panchina gialla: a Polia un’iniziativa per accendere i riflettori sull’endometriosi

A colpire i partecipanti, il racconto di chi soffre di questa patologia che, se non diagnosticata precocemente, può produrre effetti invalidanti

Giusy D’Angelo

La panchina gialla: a Polia un’iniziativa per accendere i riflettori sull’endometriosi
L’iniziativa a Polia

Aprire al confronto, accendere i riflettori su una malattia invalidante. Polia ha inaugurato la dodicesima Endopank Tm calabrese. Si tratta di una iniziativa pensata per sensibilizzare sull’endometriosi. La panchina gialla diventa quindi il simbolo di una lotta non più in solitudine. Una rete di solidarietà ma anche di conoscenza, di informazioni e di supporto utili soprattutto alle giovani per facilitare diagnosi precoci e scongiurare danni irreparabili. [Continua in basso]

L‘evento “Sediamoci sul giallo: Endopank Tm” si è svolto in piazza Dottor Pizzonia. A presentare il progetto l’associazione “La voce di una è la voce di tutte”, da anni impegnata in attività di informazione, accoglienza e solidarietà. L’appuntamento a Polia ha consentito di mettere in luce vari aspetti: medico, sociale, psicologico ed empirico. Sono intervenuti il sindaco, Luca Alessandro; la consigliera alla cultura, al volontariato e associazionismo, alle politiche giovanili e alle pari opportunità, Alessia Buccinnà; il direttore del Dipartimento del 118, Emergenza-Urgenza, dottor Antonio Talesa; l’ostetrica, dottoressa Barbara Pizzonia; la presidente dell’associazione Cda Calabria odv, Graziella Catozza. Ha moderato il dibattito informativo la tutor referente dell’associazione, Carmen Amato.

Il parterre composto da professionisti, ha permesso di delineare le caratteristiche della malattia, la sintomatologia, gli effetti, il percorso per una corretta diagnosi non affatto scontata dal momento che in molti casi si palesa in maniera “invisibile”: «Sull’endometriosi- hanno spiegato negli interventi – le domande sono molte ma le risposte poche. Culturalmente si è portati a ritenere che il dolore mestruale sia normale. In realtà- hanno ribadito- quando il corpo manifesta un dolore significa che c’è qualcosa che non va. Per questo motivo tante donne arrivano alla diagnosi dopo anni di dolori e antinfiammatori». Dal convegno sono emersi inoltre spunti sia sul fronte del congedo mestruale che sul sostegno economico per l’acquisto di farmaci. Molta strada, in materia di azioni concrete a favore delle donne che soffrono di tale malattia, resta ancora da fare. «La popolazione – hanno sottolineano gli amministratori comunali – si è mostrata particolarmente interessata e commossa. Le varie testimonianze hanno colpito i presenti, che hanno da subito instaurato un rapporto empatico con i relatori, toccati, ognuno a proprio modo, dall’argomento».

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