instagram-maxi-multa-|-sicurezza.net

Instagram maxi multa | sicurezza.net

La Irish Data Protection Commission ha sanzionato Instagram per violazione della privacy dei minori sulle impostazioni del social media.

Per la violazione del GDPR, Meta dovrà pagare 405 milioni di euro, la seconda multa più salata di sempre.

Multa a Instagram: le motivazioni

L’Authority per la Privacy di Dublino ha comminato la maxi multa a conclusione di un’indagine avviata quasi due anni fa. Al centro dell’inchiesta le configurazioni dell’account, che consentivano di pubblicare sul social una serie di dati degli utenti minorenni.

Il garante della privacy irlandese ha imposto a Meta, capofila di Instagram, una multa di 405 milioni di euro per la violazione del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).

Anna Cataleta, Responsabile della protezione dei dati dell’Autorità Garante per l’Infanzia, sottolinea che “si tratta di una delle sanzioni più salate mai imposte finora per violazione del Regolamento Ue 2016/679 (GDPR), seconda solo alla multa da 746 milioni di euro irrogata ad Amazon nel corso del 2021”.

L’indagine dell’Authority irlandese su Instagram

La DPC ha svolto un’indagine che si è concentrata su due impostazioni di Instagram.

Gli utenti nella fascia d’età tra i 13 e 17 anni avevano il permesso di aprire un account business o di passare da un account personale a uno business. Tuttavia, questa configurazione esponeva al pubblico alcuni dati sensibili.

Cataleta spiega così la scelta del garante irlandese:

Instagram avrebbe violato i dati personali dei minori iscritti al social network, dal momento che la diffusione di alcuni dati personali di milioni di teenager (come numeri di cellulare e indirizzi di posta elettronica) sarebbe stata resa più semplice tramite le impostazioni predefinite del servizio di account aziendale (business account) offerto dalla piattaforma di proprietà di Zuckerberg.

Il servizio di Instagram per la creazione di account aziendali era caratterizzato da un sistema di registrazione per cui le informazioni degli utenti minorenni erano già pubbliche per un’impostazione predefinita. I dati personali dei minori (e ovviamente anche tutti i contenuti condivisi sul social) erano perciò alla portata di tutti. A meno che, tramite modifica delle impostazioni, l’account non fosse impostato come “privato”.

Meta nel mirino delle Authority

Meta ha già collezionato diverse multe negli ultimi anni. Le sanzioni più recenti e salate sono quella inflitta nel settembre 2021 a WhatsApp (225 milioni di euro) e quella di 17 milioni di euro per Facebook (marzo 2022), di cui abbiamo parlato in questo articolo: Meta: dall’Irlanda arriva una maxi multa.

Instagram è da tempo nel mirino delle Authority. Ricordiamo che un anno fa le rivelazioni dell’ex dipendente Frances Haugen hanno costretto Meta a sospendere il debutto di Instagram Kids.

Cataleta spiega che questa sanzione fa riflettere sui rischi cui sono esposti i minori sui social media. Pertanto, diventa sempre più urgente applicare regole ferree sul trattamento dei dati personali. E quindi garantire una protezione adeguata per i soggetti vulnerabili come i minori, che si affacciano al mondo digitale in età sempre più precoce.

Meta ricorrerà in appello

Cataleta ha reso noto che un portavoce di Meta ha dichiarato che l’inchiesta si è concentrata su vecchie impostazioni, aggiornate più di un anno fa. Meta ha infatti rilasciato nuove funzionalità, studiate per tutelare gli adolescenti e non rendere noti al pubblico i dettagli privati che li riguardano. Il portavoce ha aggiunto che:

a qualunque minore di 18 anni, l’account è impostato come privato quando si iscrive a Instagram, dunque solo le persone che questi conoscono possono vedere cosa visualizzano, e gli adulti non possono inviare messaggi ad adolescenti che non seguono. Abbiamo collaborato attivamente con il DPC durante le indagini ed esaminato attentamente le loro decisioni definitive.

Per il momento, lo European Data Protection Board (EDPB) si è astenuto dal fare qualsiasi tipo di commento sulla vicenda, mentre Meta Platforms ha già comunicato che presenterà il ricorso in appello per contestare la sanzione.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *