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Il Tri-Angolo di Fabio Mengozzi: Edipo in musica

Ottavo appuntamento del 2022 con la rubrica mensile che arricchisce le proposte per i lettori di Atnews.it.


EDIPO IN MUSICA

I miti greci rappresentano un’eredità di grande valore, un patrimonio della cultura occidentale che è stato oggetto di approfondita ricerca nonché fonte di suggestioni che tuttora perdurano. La vicenda di Edipo è certamente una tra le più note, tanto che nel corso dei secoli oltre a letterati, filosofi e psicanalisti, ha ispirato anche diversi musicisti.

Se nel 1692 venne eseguito l’Oedipus del compositore inglese Henry Purcell, che comprende anche la preziosa aria “Music for a While”, la rilettura dei testi dell’antichità greca portò nell’Ottocento alla nascita di nuovi brani musicali tra cui l’ “Edipo a Colono” di Felix Mendelssohn-Bartoldy e quello di Giocchino Rossini. Rimasta incompiuta è invece l’opera “Edipo in Atene” di Modest Musorgskij.

Il Novecento non è stato certo da meno in tema di tributi ad Edipo ed uno tra i primi compositori a muoversi in questa direzione è stato un italiano, Ildebrando Pizzetti che già nel 1903 scrive tre preludi sinfonici intitolati “Edipo re”. Nel 1923 a Ginevra viene invece messa in scena l’opera “Oedipe à Colone” di Frank Martin. Ma sarà il grande compositore russo Igor Strawinsky a dare alla luce il capolavoro neoclassico “Oedipux Rex”, opera-oratorio rappresentata nel 1927 a Parigi. Una decina di anni dopo, la capitale francese ospiterà anche la prima esecuzione di “Œdipe”, opera del rumeno George Enescu.

Va infine ricordato che il mito di Edipo fornì lo spunto a Ruggero Leoncavallo per l’ultima delle sue opere, “Edipo re”, che verrà rappresentata postuma a Chicago nel 1920.

Fabio Mengozzi

“Il Tri-angolo di Mengozzi” prende spunto da un intervento sul nostro quotidiano del musicista astigiano di fama internazionale Fabio Mengozzi, compositore, pianista, direttore d’orchestra e docente di musica, in seguito ai fatti di Corinaldo (clicca QUI).

L’obiettivo della rubrica è quello, sempre nel massimo rispetto delle scelte musicali di tutti, di fornire con nozioni semplici un punto di vista alternativo da quello che offrono ogni giorno i media, di educare ed indirizzare i giovani alla musica profonda, spirituale, in modo da ampliare le possibilità di scelta nell’ascolto della musica.

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