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I MILLE VOLTI DE LE FONTANELLE ESTATE – James Magazine

La nostra odierna esigenza di trovare un rifugio sicuro lontano dal caos, di scappare dalle preoccupazioni quotidiane e di evadere dai pensieri ossessivi si fa sempre più insistente. Fortuna vuole che esistano ancora dei luoghi incontaminati dove è possibile ritrovare sé stessi, nutrendo ogni parte del corpo e dell’anima. Uno di questi posti si chiama Le Fontanelle Estate, un regno incantato della serenità e del silenzio a Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena. Circondato da 260 ettari di proprietà tra cui 110 di vigneti, 4000 ulivi e il resto diviso tra boschi e semine, è un luogo esclusivo dedicato alla rigenerazione e al benessere. È una realtà creata dalla famiglia Bolfo nella zona del Chianti, che vede coesistere Hotel Le Fontanelle, Villa Il Mandorlo annessa all’hotel, la cantina Vallepicciola e la nuova struttura pentastellata The Club House, inaugurata a maggio 2022, una magnifica opera di recupero in una posizione dall’incantevole panorama a 360° fino all’ orizzonte infinito. Tutte le strutture distano l’una dall’altra in linea d’aria 1 km circa, ma si raggiungono facilmente con una passeggiata a piedi oppure prendendo una navetta a disposizione degli ospiti.

L’ambiente esclusivo e ricercato attrae la clientela di altissimo livello, per lo più straniera, amante del buon cibo e del buon vino, attenta al benessere, all’attività fisica e alla natura. Tutto questo è nato grazie allo spirito e alla lungimiranza di Giuseppina Bolfo, classe 1930, che ha dato vita, insieme alla sua famiglia, a questo progetto, innamorandosi un giorno di due semplici fontanelle accanto a un casale tutto da ricostruire. Così, in pochi anni è nato l’Hotel Le Fontanelle, “una casa silenziosa sulle colline”, come amano chiamarlo i proprietari. Oggi alla guida della struttura c’è Nicola Vercellotti, nipote della signorina Bolfo, nel ruolo di Amministratore Delegato, e Phoebe Farolfi, sua compagna di vita e forte punto di riferimento nelle realtà che compongono la struttura. La sobria eleganza e il confortevole lusso sono il fil rouge che accomuna tutti gli ambienti. I materiali utilizzati sono freschi e puliti: il lino, le fibre naturali e le stuoie in cocco bordate di stoffe francesi si accostano al legno di noce, alla quercia e ai tessuti bordeaux, richiamo al colore del vino delle colline del Chianti. The Club House, la nuova struttura più esclusiva di tutto il complesso, inaugurata nella primavera 2022 dopo ben 12 anni di restauro, è un vero concentrato di benessere, gusto, bellezza e  ricercatezza.

La formula Adult only permette agli ospiti di vivere indisturbati ogni momento della loro giornata. Wellness Sanctuary, ispirato dalla bellezza della Toscana, invita a prendersi cura del proprio corpo e della propria anima. E il nuovo ristorante gourmet della struttura, Visibìlio, firmato dallo chef Giuseppe Iannotti, (due stelle Michelin al ristorante Krèsios di Telese Terme), completa l’esperienza sensoriale di The Club House.

Visibilio è una vera full immersion nei sensi, dove prevalgono mille sfumature di acidità, così amata dallo chef. Sapori nitidi e puliti, impiattamento minimal chic, sobria eleganza dei piatti e delle posate: tutto questo fa parte di un sorprendente menù degustazione al buio, ormai matrice identitaria di Iannotti, ed è un autentico omaggio alla Toscana, basato sul suo estro e sulle migliori materie prime disponibili ogni giorno.

Giuseppe Iannotti

Chef per attitudine e quasi ingegnere per caso, lo chiamano “un algoritmo impazzito che ha scosso i risultati”. Classe 1982, Giuseppe sta dietro ai fornelli da quando di anni ne ha solo 6. Laureando in Ingegneria Informatica, ritorna al suo vero amore, cucinare, da autodidatta, ad eccezione di uno stage formativo a Chicago. Dal 2007, prima a Castelvenere e poi a Telese Terme, sempre nel beneventano, è a capo del Krèsios, punto di riferimento per la gastronomia d’eccellenza campana. Instancabile viaggiatore, profondo conoscitore della materia e delle tecniche più contemporanee, istrionico, vulcanico, solo lui poteva concepire un’esperienza esclusiva e visionaria del fine dining moderno. Ambiente pulito e cristallino, colori sobri, luci sapientemente posizionate, solo sei tavoli per accogliere al massimo 22 ospiti. Si comincia con un infuso ottenuto per distillazione di erbe e fiori del territorio, i piccoli amuse bouche da mangiare con le mani o con le posate, il pane con olio extravergine rigorosamente toscano, burro salato e fagioli zolfini. Seguono otto portate principali, pre dessert, dessert e piccola pasticceria, senza vincoli né regole, solo dai sorprendenti giochi di temperature e texture che permettono ai commensali di immergersi in un’esperienza unica che rimarrà impressa nella loro mente e nelle papille gustative. Ogni piatto è una vera sorpresa che crea aspettative sempre più alte (e puntualmente soddisfatte).

Il piccione, ad esempio, cotto in un modo insolito, si scioglie in bocca ed è accompagnato da piccoli bocconi di verdure dal sentore principalmente acido/fermentato. La portata successiva una coscia croccante dello stesso piccione con tutta la zampa e una salsa di cottura. Bottoni in bianco e ragù di cinghiale che giocano con l’idea dei gyoza asiatici, sono un vero concentrato della toscanità, dove il cinghiale viene reso un cremoso ripieno per il bottone di pasta all’uovo, da mangiare rigorosamente con le mani, le migliori posate di tutti i tempi. Invece il Campo dei fiori non è un’insalata ma bensì un dolce composto da gelato al polline, spuma di robiola ai tre latti ed erbe del territorio essiccate.

La carta dei vini conta circa 350 etichette, grandi nomi compresi, con uno sguardo importante al mondo del naturale/biologico/biodinamico. Per quanto riguarda la Toscana una parte importante la fa la produzione di Cantina Vallepicciola, nata nel 1999, sempre di proprietà della famiglia Bolfo. I vigneti sono per 1/3 Sangiovese, mentre i restanti 2/3 sono rappresentati da vitigni internazionali. Il Sangiovese è principalmente destinato alla produzione del Chianti Classico, mentre gli internazionali come Pinot Nero, Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot e Chardonnay, vengono utilizzati per i vini IGT Toscana. Nella chiesa della proprietà (datata circa 1700), ora si produce anche il Vin Santo, da uve Malvasia e Trebbiano, dopo un appassimento di circa 5 mesi nei graticci.

fontanellestate.com

Moscovita di nascita, romana di adozione, la Rossa per gli amici. Amo le bollicine e i miei due gatti rossi si chiamano Rosé e Champagne. Adoro tutto quello che riguarda il cibo: mangiare fuori, cucinare a casa, fotografare i piatti e soprattutto scrivere. Convinta che il miglior museo è un mercato e il miglior regalo è un viaggio, sono sempre in giro, alla scoperta dei nuovi sapori.

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