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Giubileo di Elisabetta, dai cappellini ai foulard Hermès un’icona regale

01 giugno 2022 | 18.20

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Abiti pratici, visibili tra la folla, che non rispettano la tendenza del momento, un carattere senza tempo

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(Fotogramma)

Amata e criticata, imitata e stigmatizzata. Sempre, troppo fedele a se stessa in 70 anni di regno. Eppure Elisabetta II, pronta a festeggiare il suo Giubileo di platino, è riuscita a trasformarsi in una icona fashion, suo malgrado. I cappellini floreali, i copricapo improbabili con piume, fiocchi, fiori, pizzi, tartan, l’eterna borsetta con i manici (un unico modello della maison Launer, declinato in vari colori, ma sembra ne abbia collezionate circa 200), i toni pastello degli abiti, le perle e le broche, molte delle quale ereditate da Queen Mum e della nonna, la regina Mary. “In fondo – ha rivelato in una intervista Vanessa Friedman, responsabile delle pagine di moda del New York Times – l’augusta sovrana è come se indossasse durante gli incontri pubblici una sorta di divisa. Un abito pratico, visibile tra la folla, che non rispetta alcuna tendenza del momento, piuttosto un carattere che definirei, senza tempo. Come la monarchia inglese”.

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Buckingham Palace ha chiamato a raccolta, negli anni, alcuni celebri stilisti e couturier (McDonald, Norman Hartnell, Ardie Amies) ma sarà Angela Kelly, ‘dama di compagnia’, consigliera fidata anche in ambiti di look e responsabile del guardaroba reale a trasformarsi in una sorta di guida spirituale. Ascoltata e temuta. “Elisabetta ha dovuto studiare per se stessa un modo di presentarsi, funzionale, per un capo di Stato eliminando scollature, gonne corte e dettagli vistosi ma mantenendo una certa femminilità – scrivono Luisa Ciuni e Elena Mora in ‘Elisabetta. L’Ultima regina’- In fondo non deve rivaleggiare con nessuno o cercare la fama. Deve essere al contrario una figura rasserenante, aggregante. Un’icona reale”.

In fondo fino agli anni ’40 Elisabetta ha sempre indossato con piacere abiti interi, stretti in vita dalla scollatura molto alta, tailleur new look, giacca a vita stretta, gonne a ruota e pochissimo tacco. Ogni abito un unicum disegnato e realizzato per l’augista sovrana, perfetta nelle foto ufficiali o durante l’annuale apertura del Parlamento. Stoffe rigide, quanti lunghi, corona e ornamenti. Avrebbero schiacciato la personalità e il carisma di qualsiasi donna. Non lei. Perché come spiegò un giorno un vecchio dignitario di corte, “la regina non ha interesse per la moda, ne ha per la propria immagine. Semplicemente perché è devota al suo lavoro”.

Poche curiosità per ciò che riguarda l’abbigliamento di queen Elizabeth, solo qualche stravaganza. Gli ombrelli devono essere sempre di plastica trasparente, ma con la banda dello stesso colore dell’abito. C’è poi la passione per i kilt e le gonne a pieghe, gli stivali da pesca, i foulard di seta Hermès, ma indossati solo lontano dalle cerimonie ufficiali, in vacanza nell’amato castello di Windsor o a Balmoral. Indimenticabile, poi, il vestito color salmone indossato all’apertura delle Olimpiadi di Londra e ripreso nel breve filmato con Daniel Craig nella parte di James Bond. Ancora un’icona di stile. Suo malgrado.

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