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Giornata Internazionale delle ragazze nelle ICT

Oggi si celebra la Giornata Internazionale delle ragazze nelle ICT. Questa ricorrenza vuole essere un incoraggiamento per tutte quelle ragazze e le giovani donne che vogliono intraprendere studi e carriere nel campo dell’informatica. 

Cosa intendiamo con ICT 

L’acronimo ICT sta per Information and Communication Technology. Indica l’insieme delle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni, sia hardware che software, che permettono agli utenti di scambiare informazioni: linee di comunicazioni cablate, sistemi informativi, ma anche computer, smartphone, software per l’editing audio-video. Insomma qualunque supporto fisico o digitale che permetta agli utenti di creareimmagazzinare e trasmettere informazioni.

Perché istituire una giornata dedicata alle ragazze nelle ICT?

Mentre le ragazze in tutto il mondo tendono a superare i ragazzi nelle abilità di lettura e scrittura, continuano ad essere sottorappresentate in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM).

Sono ancora troppe poche, infatti, le studentesse che si formano nell’informatica e nelle tecnologie scientifiche. Negli ultimi decenni, ICT e IT sono diventate discipline pervasive in tutti i settori della vita e dell’economia. Si stima infatti che nei prossimi 10 anni ci saranno almeno 2 milioni di posti di lavoro riservati agli specialisti del settore.

Nonostante ciò, rimane persistente la presenza di un “gap” di genere tra uomini e donne, sia nel percorso di formazione, sia anche nella fase di inserimento nel mondo lavorativo nell’ambito delle ICT. I dati sono sconfortanti: il settore è dominato da figure maschili. Anche le università, per quanto riguarda l’Italia, segnalano che il rapporto di genere in molti casi, per le facoltà più specialistiche, scende al di sotto del 10%.

Un po’ di storia 

È iniziato tutto con Augusta Ada Lovelace, unica figlia legittima del poeta Lord Byron e della matematica Anne Isabelle Milbanke. Vissuta nel XIX secolo, è stata la prima programmatrice di computer al mondo.

Ai suoi tempi, ovviamente, non esistevano né computer né macchine. Ogni calcolo veniva eseguito “dall’uomo”. Eppure, lei, in un’era dove il digitale non era nemmeno nei più reconditi pensieri della gente, scrisse il primo algoritmo al mondo destinato ad essere eseguito da una macchina.

Nei secoli successivi, però, il ruolo delle donne nelle scienze è stato continuamente sottovalutato. Spesso molti dimenticano che i raggi X e persino la scoperta della materia oscura sono il frutto del lavoro di scienziate quali Marie Curie e Vera Rubin. Nella maggior parte dei casi queste donne hanno ricevuto pochi riconoscimenti, venendo addirittura discriminate dai loro coetanei maschi.

Le discipline STEM, dunque, non sono mai rimaste immuni dai pregiudizi di genere che hanno sempre escluso le donne e le ragazze.

Alcuni dati 

I dati ONU dicono che solamente il 30% delle studentesse nel mondo scelgono discipline nei campi STEM. Addirittura, si scende al 3% in un settore in fortissima espansione come quello delle tecnologie informatiche e della comunicazione (ICT): meno di 1 ragazza su 30 sceglie di studiare materie legate al mondo digitale e tecnologico.

Una ricerca OCSE ha invece mostrato che in media il 47% dei ragazzi e il 53% delle ragazze individuano il proprio “lavoro dei sogni” scegliendo fra sole tre occupazioni (manager, insegnanti e dottori per le femmine, manager, dottori o soldati per i maschi) oppure pensano a impieghi che sono a forte rischio di essere automatizzati nel giro dei prossimi 10-15 anni.

Cosa simboleggia l’International Girls in ICT Day

L’International Girls in ICT Day è un’importante occasione per dare un segnale di rottura con gli stereotipi. Il gender gap nel settore tecnologico rischia di tenere le donne ai margini del futuro del lavoro, perché sarà proprio negli ambiti tecnologico-scientifici che si genererà maggiore occupazione.

Per questi motivi l’ONU ha istituito questa giornata che si celebra ormai dal 2014 e che serve a costruire la consapevolezza del divario digitale di genere, sostenere l’istruzione tecnologica e la formazione delle competenze, e incoraggiare quante più ragazze e giovani donne possibili a perseguire attivamente le carriere nelle STEM. Questo settore è stato anche inserito all’interno della lista degli Obiettivi e Traguardi per il 2030 delle Nazioni Unite per la parità di genere. 

Per concludere, le donne sono grandi utilizzatrici della tecnologia. È necessario però per il futuro che ne diventino anche le creatrici, insieme agli uomini.

Francesca Buratti

Appassionata di lingue e Digital Marketing. Amo il disegno e la pallavolo. I miei passatempi preferiti sono ascoltare nuova musica e stare sotto al palco durante un concerto.

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