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Enorme astensionismo alle elezioni di Partinico, picco negativo per le amministrative – BlogSicilia – Ultime notizie dalla Sicilia

Appena il 55% si è recato a votare

C’è già un partito che, seppur a scrutino ancora chiuso, ha già vinto per queste elezioni amministrative di Partinico. Si tratta del partito degli astensionisti. Ben il 45% degli aventi diritto non si è recato alle urne per questo primo turno di elezioni comunali. Sono stati 15.730 i votanti a chiusura dei seggi alle 23 chiamati ad eleggere sindaco e consiglio comunale, pari al 54,99% degli aventi diritto.

Il confronto con le ultime tornate

Si tratta del record negativo di partecipazione al voto per un primo turno di elezioni comunali a Partinico. Nel 2018 al voto, a conclusione della giornata di apertura delle urne, andarono in 17.290, pari al 60,38%. Quello fu l’anno dell’assoluto crollo dei votanti, ovviamente prima di questo che è il nuovo picco negativo storico. Alle consultazioni di 5 anni prima, quelle del 2013, al voto andarono invece in 20.211, pari al 71,93%, ed ancora nel 2008 si fece meglio con un’affluenza che raggiunse il 73,60%.

I candidati sindaco

Tre i candidati sindaco. L’avvocato Bartolomeo Parrino, 62 anni, con due le liste a supporto, entrambe civiche: “L’altra Partinico” e “Partinico comunità”. C’è poi Pietro Rao, 60 anni, farmacista veterinario, sostenuto da 5 liste: Dc, Forza Italia, “Autonomi e Partite Iva”, “Nuova Partinico” e “Partinico nel cuore”. Infine Toti Longo, 47 anni, insegnante, con tre liste: Fratelli d’Italia, “Sud chiama nord” e “Liberi, determinati e chiari”.

Anni tribolati

Il Comune non ha un sindaco democraticamente eletto dal giugno del 2019, quando si dimise l’allora primo cittadino Maurizio De Luca. Seguirono un commissariamento della Regione, dovuto a quelle dimissioni, e un anno dopo, esattamente nel luglio del 2020, arrivò anche lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Da allora sono in carica tre commissari prefettizi che hanno avuto anche il compito di risanare l’ente che aveva dichiarato il dissesto finanziario nell’ottobre del 2018. Sono stati anni tribolati dove è stato necessario un grande lavoro di risanamento dell’ente. Soprattutto si è lavorato sul fronte del recupero tributario con una forte azione nei confronti degli evasori: ne sono stati scovati ben 2 mila.

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