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Elezioni, Di Paola (M5S) contro De Luca: “coerenza sotto zero. 15 giorni fa invocava i confronti coi candidati ora è lui a scappare “

Nuccio Di Paola

Elezioni, Di Paola (M5S) contro De Luca: “coerenza sotto zero. 15 giorni fa invocava i confronti coi candidati ora è lui a scappare assieme a Schifani e a Chinnici”

“De Luca? Sotto zero in coerenza. Meno di 15 giorni fa  giorni fa invocava i confronti  e diceva che non farli era mancanza di rispetto per gli elettori. Ora è lui a scappare assieme a Schifani e alla Chinnici. Del resto mi chiedo,  e chiedo ai siciliani: che affidabilità può dare uno che cambia idea con la stessa velocità con cui si cambia canale davanti alla pubblicità e che si denuda all’Ars?”. Lo afferma il candidato M5S alla presidenza della Regione, Nuccio Di Paola, dopo il confronto di oggi alla Rai tra candidati alla presidenza disertato dall’ex sindaco, da Renato Schifani e  da Caterina  Chinnici”. “Evidentemente – continua Di Paola –  De Luca è consapevole di essere a corto di argomenti e di trovarsi in difficoltà davanti a domande precise. Sicuramente è più bravo a gridare, a insultare e a parlare alla pancia delle persone piuttosto che alla loro testa e al loro cuore. Io,  certamente,  come ebbi modo di dire recentemente, lo preferisco come cantante che come politico, ed è quanto dire, considerato che non è certo un’ugola d’oro”.

“Non sono sorpreso – continua Di Paola – anche dall’assenza di Schifani e della Chinnici. Entrambi conoscono pochissimo i problemi della Sicilia e probabilmente si sarebbero esposti a possibili figuracce a due giorni dal voto. La Chinnici, comunque; ha quasi buttato la spugna. Per cui colgo l’occasione di dire a chi voleva votare per lei e vuole fermare questa pessima destra di votare per noi”. Speriamo – conclude  Di  Paola – nelle malaugurata ipotesi per la Sicilia che uno degli assenti dovesse vincere le elezioni, che non si sottraggano, come ha fatto quasi sempre Musumeci, anche al confronto con il Parlamento, anche se Schifani, per la verità, potrebbe avere il grosso alibi di doversi dividere tra l’aula di palazzo dei Normanni e quella di un tribunale, considerato che si trova nella per nulla decorosa e invidiabile posizione di essere imputato nel  processo Montante”.


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