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ELEGANZA E CUCINA BIO ALL’HOTEL FANES – James Magazine

Da San Cassiano un sentiero erboso si inerpica tra boschi di larici e pini mughi e in un paio d’ore raggiunge il Santuario di Santa Croce (in Ladino La Crusc), una pieve antica frutto della devozione popolare sorta nel 1484 a 2.045 m di altitudine, alla base del maestoso Sasso di Santa Croce, una delle mete più suggestive dell’Alta Val Badia. Un luogo della Cristianità, che in origine fu un tempio pagano, in posizione estremamente panoramica, da quasi seicento anni a questa parte, oggetto di pellegrinaggi, in particolare dal 6 giugno al 4 ottobre, per la Festa di Santa Croce e di San Francesco d’Assisi. Ma non è l’unico motivo per cui questo luogo ameno dalla vista straordinaria è così famoso. Gli amanti delle cime sanno bene che è il punto di partenza della celeberrima Via Messner, un itinerario per alpinisti esperti che conduce attraverso l’impervia parete ovest alla sommità del pilastro di mezzo del Sas dla Crusc. “Il chiodo del Pilastro di Mezzo donatomi da Ivo Rabanser è per me molto di più di un pezzetto di metallo. Mi ricorda un momento di sollievo dopo istanti di estrema concentrazione, a cui è seguito il superamento del passaggio più difficile della mia vita.” Scrive Reinhold Messner, ricordando la difficile ascensione condotta insieme al fratello Gunther il 6 e 7 luglio 1968. “Non riesco a capire come Reinhold Messner possa aver superato questo muro levigato calzando pesanti scarponi”, conferma lo scalatore Ivo Rabanser, che ripetendo quella difficile placca diversi anni dopo, porterà a valle quel chiodo forgiato da un fabbro di fiducia di Messner, rimasto piantato nella roccia per alcuni decenni, facendogliene dono. “Quel passaggio di quattro metri maledettamente levigato, in cui Reinhold Messner superò la soglia dell’VIII grado, resta un documento eccezionale nella storia delle arrampicate…quattro metri che hanno turbato il sonno di numerosi forti scalatori, costretti a ripiegare sulla variante Mariacher”. Una prima ascensione pionieristica, entrata nella storia dell’alpinismo – che insieme alle prime pubblicazioni del ventitreenne di Funes, nelle quali esortava i colleghi al ritorno alla scalata in libera, dopo anni di esasperazione dell’arrampicata artificiale – consacrerà la grandezza di Reinhold Messner.

San Cassiano in Alta Val Badia offre questo e tanto altro. Una fitta rete di sentieri per escursionisti e biker, che d’estate lambiscono i massicci Lavarela e Conturines, i prati soleggiati dell’Armentarola e dello Störes, percorrendo il suggestivo percorso dei larici e il sentiero della meditazione, che circondano la cittadina altoatesina posta a 1537 m., mentre d’inverno non c’è che l’imbarazzo della scelta, dalle divertenti piste da discesa, per slittini, sci di fondo e racchette da neve, ai luoghi di interesse storico e geologico attraverso i quali riscoprire la storia antica della valle, le tragiche vicende della prima guerra mondiale, ma anche la grotta ai piedi del Conturines, dove è stato scoperto l’Ursus ladinicus, vissuto 40.000 anni fa, a cui è dedicato un museo nel centro di San Cassiano, con installazioni, reperti preistorici, fossili, filmati e uno scheletro intero di orso delle caverne. Un territorio che richiede alcuni giorni per essere apprezzato, soggiornando in una delle confortevoli strutture alberghiere di cui dispone l’Alta Val Badia, come il Dolomiti Wellness Hotel Fanes, della famiglia Crazzolara, quello che ci vuole per trascorrere un periodo di relax, benessere e buona cucina, a contatto con la natura.

“L’antico maso Peccei, funzionale all’azienda agricola, è sempre appartenuto alla nostra famiglia” racconta Reinhold Crazzolara, ceo di Fanes Group, alla guida dell’hotel insieme alla sorella Ingrid “era dove oggi si trova il bar dell’hotel e risale al 1560, un’attività che comprende anche un allevamento con una novantina di mucche da latte brune alpine e pezzate olandesi, di cui oggi si occupa mio fratello. Nel 1957 cominciammo a dare ospitalità ai primi turisti tedeschi, sistemando alcune stanze dell’edificio, ma erano senza bagno che era nel corridoio e c’era la stufa a legna che durante il giorno veniva riscaldata con la legna che portavamo ai piani. Poche camere che avevano il bagno in comune nel corridoio dove non c’era la doccia e ci si lavava nella tinozza. All’inizio si pernottava solamente, la clientela era per il 90% tedesca e si fermavano anche per tre settimane, con alcune difficoltà per capirsi; in questa parte dell’Alto Adige si parla il Ladino e l’Italiano, poco il tedesco. Dopo due, tre anni aggiungemmo la prima colazione alla notte, mentre anno dopo anno aumentavano le camere e i comfort, step by step. Ho sette fratelli e mio papà Corrado fu risoluto nell’allevarci al lavoro e alla dedizione verso la famiglia e l’azienda. Io cominciai a lavorare nella stalla e portai avanti quell’impegno per quindici anni, alzandomi tutti i giorni alle 6 di mattina. È stato lungimirante nel dividere la proprietà a seconda delle inclinazioni dei figli: io e mia sorella Ingrid abbiamo continuato con l’hotel”.

E prosegue “Nei primi anni ’80, preso il timone della struttura, ho cominciato a viaggiare, per avere nuove idee da portare nell’hotel e ho realizzato una zona sauna con bagno turco e idromassaggio, innovativa per quei tempi, era una delle primissime della valle. Nel 1999 una svolta, abbiamo rinunciato alla stagione estiva e siamo stati chiusi per alcuni mesi, per costruire la piscina interna ed esterna, l’area beauty e massaggi, mentre le camere erano diventate 60. Nel 2012 vengono costruiti gli chalet, nel 2014 le loft suite, nel 2015 è stata restaurata tutta la parte storica dell’hotel, nel 2017 viene costruita la skypool, ogni anno si eseguono lavori di manutenzione e ampliamenti per aumentare il confort, anche nel 2022, in queste settimane si è costruita una nuova sauna finlandese panoramica per 40 persone, che ruota lentamente su sé stessa di 360°, è l’unica in Europa e sarà pronta a dicembre”.

Un hotel luxury ecosostenibile, con eliporto privato, per trasferimenti ed escursioni panoramiche, il Golf Club 9 buche Alta Badia a un quarto d’ora e una terrazza con pochi eguali che guarda alle spettacolari cime del Sassongher, della Gardenaccia, del Conturines e del Sass Putia, originatosi da un antico maso di famiglia, cresciuto piano piano insieme ai clienti, e oggi le camere e le suite sono 75, con 8 Chalets e 7 Suite loft natura, realizzate con materiali naturali, legno, marmo, pietra e oggetti antichi della tradizione ladina, ognuna con un posto riservato nel garage sotterraneo. Di notevole impatto le nuovissime suite Cocoon, concepite in ottica green da Barbara Widmann dello studio Interior Design di Bolzano, particolarmente confortevoli e suggestive, con spazi intimi che lasciano piena libertà alla coppia. In inglese la parola Cocoon significa abbraccio, nido, uno spazio protettivo e avvolgente, dove gli elementi di design si fondono con la scelta accurata dei materiali reperiti in zona, come il legno di rovere, del soffitto e dei pavimenti; la corteccia della parete, che crea un effetto tridimensionale; il marmo di Lasa, di una cava altoatesina in Val Venosta; la vetrata che guarda al giardino dell’Hotel e al Lagazuoi; la lana loden ignifuga per le tende e alcune sezioni delle porte, scegliendo imprese edili prevalentemente della zona. Eleganza in stile alpino contemporaneo con arredi disegnati appositamente, doppi lavabi, doppi armadi, i rubinetti in anteprima mondiale della F.lli Frattini, linea Narciso, che regolano automaticamente il getto d’acqua evitando sprechi e un grande lampadario in corda.

Poi la Fanes Wellness & SPA estesa 5.000 mq2, il regno di Ingrid Crazzolara, un’oasi di relax e benessere a 1500 metri di altitudine, dove ritemprarsi dallo stress accumulato in città. Sauna in legno di cirmolo, bagno sole, sanarium, bagno turco, sauna alpina, ma anche piscina coperta ed esterna, whirlpool sole, idromassaggio con acqua salina e circuito Kneipp. L’infinity pool di 25 metri su terrazza panoramica, riscaldata tutto l’anno, la Jacuzzi a 36° e la sala relax con angolo vital, poi la nuova spa con Private Suite per massaggi di coppia e cabina per l’esclusivo trattamento Caveau. Inoltre due sale fitness, programmi escursionistici e fitness con trainer; ski room super attrezzata e naturalmente un ampio ventaglio di trattamenti benessere e beauty, con programmi individuali da concordare su prenotazione, ma anche la sauna alpina in un grazioso chalet con vista panoramica sulle Dolomiti.

Tra i punti forti del Dolomiti Wellness Hotel Fanes, la ristorazione biologica dello chef Claudio De Marc nativo di Genova, da più di 10 anni alla guida della cucina dell’hotel, che infonde alla cucina una particolare nota mediterranea e un elevato coefficiente di piacevolezza, attingendo ai dogmi della cucina tradizionale alpina ma anche all’ampio ricettario della tradizione regionale italiana, includendo nell’esperienza gastronomica proposte sane e disintossicanti. Le carni si acquistano dai piccoli allevatori locali, gli ortaggi d’estate crescono nell’orto, mentre le uova allevate a terra, lo yogurt, il latte e una quindicina di formaggi differenti arrivano dall’azienda agricola di Luca Crazzolara, fratello di Reinhold.

Cotoletta di cervo

“Che si tratti di carne, verdure o pesce, mi piace selezionare sempre con attenzione” racconta Claudio De Marc “voglio sapere cosa servo ai miei ospiti e conoscerne la storia, per me è fondamentale. Se alcuni prodotti sono acquistati nei masi della zona, altri sono invece fatti in casa: ne sono ottimo esempio le marmellate per la colazione e la pasta fresca, spesso fatta con farine differenti rispetto a quelle più comunemente utilizzate in cucina. Vicino all’hotel coltiviamo verdure ed erbette di vario tipo: ogni giorno possiamo cogliere prodotti a km0 e portarli in tavola freschissimi”. Ottima la testina di vitello, con insalatina di crescione, germogli e dressing alla senape dolce; e la zuppa di gulasch ai crostini di pane nero; lattico, erbaceo e di grande equilibrio, il risotto alla rapa rossa, spuma di formaggio grigio e rucola; delicate e intense le mezzelune tirolesi, burro nocciola, formaggio Renaz, erba cipollina; cottura perfetta per il lombo di maialino da latte croccante, cappuccio alla bavarese, patate croccanti; golosa la Pavlova ai frutti rossi e il gelato alla mandorla fior di sale.

La cantina dispone di oltre settecento etichette, tra Italia, Francia e resto del mondo, con una corposa sezione dedicata all’Alto Adige, scelte accuratamente dal maître sommelier Oriano Federa, che coordina un team sempre all’altezza. Un servizio attento, cordiale, familiare, capace di food pairing sempre centrati: “Chi viene da noi per un soggiorno può godere di paesaggi magnifici, ma anche di piatti e vini eccezionali, l’Alto Adige offre una selezione di vini di assoluta qualità che celano storie interessanti” ha affermato Federa.

Poi ci sono le cene in cantina su prenotazione, un grande tavolo illuminato da candele, circondato da bottiglie e magnum pregiati di grandi vignerons, dove cenare senza alcun costo aggiuntivo se non quello del vino scelto. La stagione della neve a San Cassiano ha un particolare sapore per gli amanti degli sport invernali, con un comprensorio che garantisce 12 diverse zone sciistiche e oltre 1.200 km di piste perfettamente innevate, raggiungibili con un unico comodo skipass, che consente di raggiungere i quattro storici passi dolomitici che circondano il massiccio del Sella, sostando nelle suggestive baite. Lo Sci di fondo, con 38 km di Cross Country attraverso le Dolomiti, 23 km di piste, ma anche pattinaggio su ghiaccio, escursioni con le racchette da neve, passeggiate e nordic walking invernale, con gli 80 km di sentieri perfettamente battuti e ben segnalati della Val Badia, utilizzando l’efficiente servizio navetta, le lezioni private con il maestro o le romantiche gite in carrozza trainata da cavalli, circondati dalle cime e dal bianco manto nevoso.

hotelfanes.it

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