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Ecco come il Governo Draghi sta tentando di cancellare la democrazia. “Niente moduli per la raccolta firme”

“Niente moduli per la raccolta firme”

Il Ministero degli Interni non rende disponibili i moduli per la raccolta firme. Senza la raccolta firme in digitale. Assurdo ma vero, la politica italiana sta facendo proprio di tutto per dare una degna conclusione all’infimo operato degli ultimi due anni e mezzo, nel tentativo di cancellare la democrazia in maniera definitiva. Proprio il concetto stesso di “democrazia” sembra ormai essere diventato del tutto astratto. Un nemico da combattere con le unghie e con i denti scrive IlParagone.

Così, dopo aver rigettato tutte le istanze di chi, come ItalExit (il partito capitanato da Gianluigi Paragone), ha chiesto a gran voce una riforma sulla controversa raccolta firme obbligatoria, necessaria per far sì che i nuovi partiti possano presentarsi alle elezioni, tutta la “cricca” del Parlamento uscente si pone di traverso, impedendo alle nuove formazioni politiche di adempiere a quella stessa legge che tanto hanno difeso, allo scopo di cercare di limitare il più possibile l’ingresso di potenziali “disturbatori”.

Dunque, senza una consegna tempestiva dei moduli delle firme da parte del Ministero degli Interni, i nuovi partiti non potranno presentarsi alle elezioni. Sono circa 60 mila firme da raccogliere entro fine agosto, a mano e in presenza di un pubblico ufficiale. (Continua a leggere dopo la foto)

Soltanto questo basterebbe per far capire la portata di un’impresa quasi impossibile e discriminatoria verso chi la subisce.

A soli due mesi dalle elezioni politiche, infatti, i partiti più piccoli avranno enormi difficoltà a raccogliere le circa 60 mila firme necessarie per candidarsi al Parlamento.

Sarà una sfida di proporzioni immani riuscire ad adempiere a tale obbligo, dato che le adesioni vanno depositate entro fine agosto dopo essere state raccolte a mano e autenticate al momento della firma da un pubblico ufficiale presente sul posto. Una procedura che risulta essere del tutto anacronistica, che non tiene conto di strumenti collaudati come la firma digitale e che rappresenta una grave discriminazione verso i partiti nascenti, con l’aggravante di dovere essere portata a termine nel bel mezzo dell’estate, con l’Italia in vacanza chissà dove. Insomma, gli ultimi colpi di coda di un Potere che non accetta nemmeno il rischio di trovarsi di fronte qualcuno che possa fare un’opposizione seria ed opportuna.

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