Dieta sostenibile: chi sono e cosa mangiano climatariani?

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Mangiare sano e sostenibile si può?

Per farlo, tuttavia, è necessario rivedere le abitudini alimentari di singoli e comunità, migliorare i metodi di produzione e ridurre gli sprechi alimentari.

Una sfida ardua da affrontare, ma che con l’impegno delle istituzioni e dei singoli individui è possibile vincere. In particolare, i ricercatori evidenziano come una dieta basata prevalentemente su alimenti di origine vegetale e povera di quelli di origine animale, comporti benefici per la salute e per l’ambiente.

Uno stile alimentare che va dai vegetariani ai flexitariani, fino ai novel food. “Ma i principi base erano già tutti nella dieta mediterranea

Climatariano, una parola che ha fatto fatica a farsi strada all’interno del mondo degli ambientalisti, ma che ora racchiude una tipologia precisa di attivisti.

Chi sono i climatariani?

I climatariani sono una via di mezzo tra i vegetariani e i pescetariani, perché non mangiano carne rossa con qualche concessione a pollo e pesce ma solo da allevamento e pesca sostenibile. Anche uova e formaggio devono essere prodotti senza sfruttare gli animali e senza arrecare sofferenza. Il climatariano è una persona pronta a cambiare radicalmente le sorti del Pianeta attraverso le sue scelte quotidiane, partendo dall’alimentazione stessa che deve risultare di zona così da abbattere le emissioni di CO2.

Senza dimenticare gli allevamenti intensivi di animali e caseifici che con la loro produzione creano più del 14% delle emissioni mondiali. Evitando al contempo di acquistare frutta e verdura proveniente da parti lontane della Terra.

I Climatariani, un gruppo in forte crescita

Gli esperti cono certi che il numero dei climatariani potrebbe aumentare in modo esponenziale e proprio in questo 2021, complice l’avvento della pandemia che ha ridisegnato le nostre abitudini del quotidiano. A partire dall’alimentazione maggiormente più sostenibile e sana, anche grazie alle autoproduzioni e alle coltivazioni nell’orto o sul balcone di casa.

Hanno a cuore l’ambiente quindi evitano di acquistare quantità eccesive di prodotti deteriorabili, limitando la produzione di rifiuti e sfruttando anche le bucce di frutta e verdura. Una circolarità alimentare ed esistenziale che estende le sue scelte anche al vivere quotidiano, una corrente di pensiero che farà sicuramente incetta di nuovi sostenitori.

La dieta climatariana è un nuovo modo di mangiare per imparare a rispettare l’ambiente e se stessi.

Lo sviluppo e la modernizzazione hanno rivoluzionato l’intero assetto mondiale negli ultimi anni. Un settore che ha vissuto una forte rivisitazione è sicuramente quello alimentare. Circa metà della popolazione terrestre ha deciso di optare per una scelta più sostenibile come quella, per esempio, della dieta climatariana.

Perché si chiama dieta “climatariana”?

Sarà il New York Times a utilizzare, per la prima volta, il termine “climatariana/o”, o meglio “Climatarian“. I climatariani, coloro che scelgono di seguire questa dieta, hanno il principale obbiettivo di scegliere cibo prodotto esclusivamente in maniera sostenibile.

Le motivazioni che spingono le persone a intraprendere questo regime alimentare sono diverse:

– Contribuire al rallentamento del riscaldamento globale; fare acquisti controllati per ridurre sprechi; prestare attenzione alle emissioni di CO2; eliminare, quanto più possibile, la carne; prediligere prodotti a KM 0.

Alla base della scelta di seguire la dieta climatariana, c’è la lotta per l’ambiente. Negli ultimi anni, il nostro pianeta sta risentendo degli effetti della vita moderna: inquinamento, spreco esagerato, cambiamento climatico. Inoltre, gli allevamenti intensivi di animali comportano, da soli, circa il 15% delle emissioni di CO2 nell’aria. Cercare di ridurre il consumo di carne rossa, o limitarlo, potrebbe portare a un grande miglioramento.

Cosa mangiare ? gli alimenti da inserire nella dieta climatariana.

Si tratta di un regime principalmente vegetariano: frutta, verdura, legumi e cereali. Una o due volte alla settimana carne bianca; il consumo di pesce rimane limitato ma non del tutto escluso. Nessun problema per quanto riguarda formaggi e uova, a patto che provengano da produttori sostenibili. I climatariani riducono il consumo di prodotti industriali.

Per poter dare una mano alla terra che ci ospita, dobbiamo essere consapevoli di ciò che mettiamo in bocca, sapendo che il modo in cui un alimento è prodotto potrebbe danneggiarla e danneggiare noi stessi. Non è necessario fare grandi rinunce ma, con un passo alla volta, potremmo cambiare le sorti del mondo.