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Cryptomixer: sistemi di riciclaggio delle criptovalute | sicurezza.net

I cryptomixer permettono di mixare le criptovalute con altre derivanti da transazioni casuali per rendere più difficile il loro tracciamento.

Vediamo insieme di cosa si tratta.

Cryptomixer: tutti i dettagli

Il mercato delle criptovalute è sempre più in aumento. Le criptovalute associate ancora a un certo anonimato di operazioni rende questo circuito il più idoneo per criminali informatici. Questi ultimi, infatti, lo utilizzano per riciclare importi di riscatto per dati rubati a seguito di un attacco informatico, ma anche per acquistare e vendere beni e servizi derivanti da attività illegali. Uno dei principali metodi per la buona riuscita di tali azioni è l’utilizzo di cryptomixer.

Nonostante le numerose informazioni sul carattere anonimo delle criptovalute, bisogna sottolineare che queste transazioni vengono sempre e comunque tracciate. Infatti, molteplici sono le prove di transazioni crittografiche tracciate e in alcune di esse è anche possibile scoprire il titolare di un determinato portafoglio sulla base delle transazioni effettuate da o verso di esso.

Mixer crittografici: cosa sono

I mixer crittografici o cryptomixer rappresentano uno dei sistemi attualmente più utilizzati dai criminal hacker per nascondere le tracce delle loro transazioni con criptovalute.

Utilizzati con questo scopo, i cryptomixer permettono a chi vuole mantenere l’anonimato di inviare le criptovalute che verranno poi divise e mescolate con altre derivanti da varie transazioni casuali in modo da non consentire successivamente di rintracciarle.

Questo sistema è uno tra quelli più usati se si parla di gestione del riscatto in criptovalute, richiesto a seguito di furto di dati derivati da attacchi ransomware.

Cryptomixer: come funzionano

I cryptomixer sono servizi autonomi disponibili al pubblico mediante Internet aperto. Essi utilizzano mezzi di comunicazione anonimi, pertanto non conservano oltre un certo periodo i registri delle transazioni degli utenti.

Il servizio non chiede ai suoi consumatori di fornire altre informazioni personali, ma per poterne usufruire è necessario registrare un account per iniziare a usarlo.

L’attività di mixaggio avviene mediante l’assicurazione del provider web e in modo molto rapido. Tutte le criptovalute sono poi inviate ad un nuovo portafoglio crittografico che gli hacker registrano.

Per lo svolgimento di questa attività, all’utente vengono addebitati da cryptomixer commissioni tra l’1% e il 3% in base al numero di criptovalute da mescolare.

I gestori di questi mixer utilizzano solitamente piattaforme crittografiche come:

Oltre a Mix-BTC, ogni piattaforma crittografica funziona esclusivamente con la rete TOR, in modo che le transazioni possano essere anonime.

I cryptomixer utilizzano prettamente:

  • Bitcoin
  • Ethereum
  • Litecoin
  • Ether classic
  • Dash
  • Bitcoin cash

Inoltre, offrono anche transazioni in Stablecoin come Tether.

Uno dei principali rischi di queste operazioni è il controllo indesiderato delle proprie transazioni finanziarie da parte di malintenzionati come gli hacker.

Uno dei mixer più utilizzati è Bitcoinmix.

Bitcoinmix

Per utilizzare un mixer come Bitcoinmix è necessario scegliere prima la moneta che si vuole mescolare. Successivamente incollare l’indirizzo del portafoglio cui si desidera inviare i propri fondi. Infine, è necessario impostare un tempo personalizzato per poi andare avanti cliccando sul pulsante “Avanti”. Il tempo minimo è solitamente di 30 minuti.

Dopo questa operazione si passa alla pagina successiva. Nella quale si inserisce la quantità di Bitcoin che si vuole mixare. Il campo successivo mostra l’importo che si dovrebbe ricevere dopo che il servizio di mixaggio avrà detratto la sua commissione di servizio.

Cryptomixer centralizzati

I mixer centralizzati sono servizi privati che accettano monete del cliente e restituiscono monete diverse in cambio di una commissione. Per poter avviare una transazione bisogna inserire il proprio indirizzo in un modulo disponibile sulla piattaforma del servizio di mixing. Successivamente si potrà inviare la propria criptovaluta a un indirizzo specificato dal servizio.

Il servizio mescola diverse quantità di monete da indirizzi separati e invia una quantità casuale di Bitcoin a ogni indirizzo. Questo procedimenti di mix casuale e di abbinamento continuano fino a quando non restituiscono l’importo totale richiesto al portafoglio del cliente.

Bisogna sottolineare però che questa soluzione offre poca sicurezza per la privacy, poiché è necessario affidare i propri fondi al mixer. Inoltre, non si ha nessuna garanzia sulla restituzione dei fondi da parte dei mixer.

Cryptomixer decentralizzati

Il cryptomixer decentralizzato avviene nel momento in cui alcuni individui si raggruppano e uniscono le loro monete per eseguire una transazione di notevole portata. Le monete sono poi restituite in modo casuale ai membri del pool. Importante sottolineare che maggiore è il numero di utenti nel gruppo, maggiore è la randomizzazione.

Questa soluzione presenta meno rischi di hackeraggio, ma rappresenta una minore tutela della propria privacy. Pertanto, questo tipo di transazione ha bisogno di un numero di utenti sufficiente a renderla fattibile.

Norme e regolamenti

Nell’ultimo periodo sono state emanate norme e regolamenti che obbligano le blockchain a registrare la cronologia delle transazioni rendendola disponibile al pubblico. Infatti, sono disponibili numerosi software di analisi che:

  • aiutano a connettere due parti di ogni transazione;
  • creare la cronologia delle transazioni di un determinato portafoglio;
  • confrontare i dati personali di Internet con esso.

Di conseguenza, per ottenere la privacy le transazioni crittografiche richiedono ulteriori passaggi, in quanto sono pseudo-anonime.

Con il passare del tempo anche le forze dell’ordine hanno iniziato a sviluppare sistemi avanzati di tracciamento delle transazioni all’indirizzo IP. Su quest’ultimo è stato aperto il portafoglio che gestito le criptovalute.

Per questo motivo la principale risposta da parte di criminali, ma anche di tutti gli operatori vogliono preservare e mantenere la loro privacy, è stata quella di adottare delle nuove strategie per evitare di essere scoperti. Sono state così oscurate tutte le transazioni, complicando ulteriormente le indagini.

Questo è il risultato principale che si può ottenere utilizzando i cryptomixer illegalmente.

Nel maggio 2019 diverse squadre di polizia, facente parte dell’Europol, hanno sequestrato sei server alla base della piattaforma Bitcoinmixer.io, dopo aver determinato che il Bitcoin mixer era diventato una risorsa molto popolare per i riciclatori di denaro sporco. In un comunicato stampa associato, Europol ha notato che il mixer aveva offuscato migliaia di Bitcoin mentre il servizio era ancora operativo.

Si considera quindi che l’utilizzo di Bitcoin mixer, anche se aperti al pubblico, è considerato rischioso perché sono nel mirino delle forze dell’ordine per sospetto riciclaggio di denaro sporco.

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