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Covid19 Sicilia, diminuiscono i positivi, ma aumentano i ricoverati, 18 i morti

Sono 1.266 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 12.539 tamponi processati. Ieri erano 2.042. Il tasso di positività è al 10% in calo rispetto al 15% ieri.

Le vittime, i guariti, gli attuali positivi

La Sicilia è al settimo posto per contagi. Gli attuali positivi sono 170.966 con un decremento di 1.150 casi. I guariti sono 3.108 e 18 vittime che portano il totale dei decessi resta 11.678.

La situazione negli ospedali

Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 967, 14 in più rispetto al giorno precedente, in terapia intensiva sono 48, tre in meno rispetto a ieri.

La situazione nelle singole province

A livello provinciale si registrano a Palermo 443 casi, Catania 527, Messina 404, Siracusa 81, Trapani 157, Ragusa 71, Caltanissetta 68, Agrigento 126, Enna 99.

Covid: Sebastiani (Cnr), curva ricoveri ha superato il picco

Dopo una fase di oscillazione, la curva dei ricoveri a livello nazionale ha superato il picco e ha iniziato una fase di discesa sia nei reparti ordinari che nelle terapie intensive. A livello regionale fanno eccezione Marche e Sardegna; crescita più debole in Abruzzo e Lombardia. E’ quanto indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘M.Picone’, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).

“Dopo essere state recentemente interessate da due oscillazioni, le curve dell’occupazione dei reparti ordinari e delle terapie intensive a livello nazionale mostrano, tramite l’analisi delle differenze settimanali, di aver raggiunto il picco e sono all’inizio di una fase decrescente”, rileva l’esperto. “A livello regionale – prosegue – le curve di occupazione dei reparti ordinari e delle terapie intensive sono quasi tutte in fase decrescente o di stasi ad eccezione delle Marche e della Sardegna”.

Si osserva inoltre un trend di crescita più debole in Abruzzo e Lombardia. Nelle Marche la curva dei reparti ordinari è in crescita, con un aumento medio giornaliero di circa lo 0.2%, assieme a quella della percentuale dei positivi ai test molecolari; in Sardegna si rileva una crescita nei ricoveri nelle terapie intensive, con un aumento medio giornaliero di circa lo 0,3%. Si osserva un trend di crescita, anche se debole, per entrambe le curve in Abruzzo, mentre prosegue il trend di crescita lineare, seppur debole, in Lombardia. In Molise si rileva una recente crescita dei ricoveri nei reparti ordinari mentre in Umbria avviene nelle terapie intensive, ma “dai dati recenti – osserva Sebastiani – potrebbe trattarsi in entrambi i casi di oscillazioni”.

Covid: Agenas, reparti calano al 16%, 14 regioni oltre il 15%

Nell’arco di 24 ore, in Italia, è stabile al 4% la percentuale di terapie intensive occupate da pazienti Covid e tutte le regioni sono sotto il 10%. Mentre cala di un punto, tornando al 16% la percentuale di posti nei reparti ordinari occupati per Covid-19, ma in 14 regioni supera la soglia d’allerta del 15%: Umbria (39%), Valle d’Aosta (30%), Calabria (31%), Basilicata (21%), Liguria (29%), Sicilia (25%), Friuli Venezia Giulia (23%), Marche (22%), Abruzzo (al 21%), Emilia Romagna (19%), Puglia (18%), Lazio (17%), Campania e Pa Trento (16%).

Questa la rilevazione dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) sui dati del 31 luglio. La percentuale di posti nei reparti ospedalieri di area medica (o non critica) occupati da pazienti Covid cresce in 5 regioni: Abruzzo (al 21%), Liguria (29%), Marche (22%), Molise (13%), Pa Trento (16%). Cala in 6: Basilicata (21%), Calabria (31%), Toscana (13%), Umbria (39%), Valle d’Aosta (30%) e Veneto (12%). La percentuale è stabile in 10 regioni: Campania (16%), Emilia Romagna (19%), Friuli Venezia Giulia (23%), Lazio (17%), Lombardia (14%), Pa Bolzano (15%), Piemonte (8%), Puglia (18%), Sardegna (11%), Sicilia (25%). L’occupazione dei posti nelle terapie intensive da parte di pazienti con Covid-19 cresce in 4 regioni: Abruzzo (al 7%), Calabria (8%), Emilia Romagna (6%), Liguria (5%). Cala in 2: Sicilia (6%) e Toscana (4%). E’ stabile in 14 regioni o province autonome: Basilicata (4%), Campania (4%), Friuli Venezia Giulia (4%), Lazio (7%), Lombardia (3%), Marche (2%), Molise (3%) Pa Bolzano (2%), Pa Trento (2%), Piemonte (2%), Puglia (4%), Sardegna (7%), Umbria (8%), Veneto (2%). In Valle d’Aosta (0%), la variazione non è disponibile.

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