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Covid, l’allarme di Frajese: “coi vaccini sistema immunitario è compromesso” | VIDEO

L’endocrinologo, durante una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, ha invitato il Ministro Speranza ad avanzare studi approfonditi su alcuni dati: “dopo otto mesi dalla vaccinazione, le persone con tre dosi contraggono l’infezione quasi il doppio rispetto ai soggetti non vaccinati”

Il professor Giovanni Frajese è intervenuto alla Camera dei Deputati durante la conferenza stampa organizzata dal gruppo parlamentare di Alternativa, che intende proporre una legge per istituire una commissione di inchiesta sui vaccini anti Covid-19. Nel corso della sua relazione l’endocrinologo ha mostrato in pochi minuti una sequenza di nuovi studi internazionali mettendo in evidenza alcuni dati inquietanti che dovrebbero spingere la comunità scientifica internazionale e le autorità sanitarie a indagare con profonda attenzione. Dalle prove presentate dal prof. Frajese è emerso un aspetto in particolare: “l’effetto di protezione fornito dalle dosi tende a scomparire dopo appena 6 mesi dall’inoculazione per diventare poi negativo, esponendo così i soggetti vaccinati alla malattia più di quelli non vaccinati”.

Frajese chiede una Commissione d’indagine per fare verità sulla situazione. E poi spiega: “la vaccinazione obbligatoria e il Green Pass si sono basati sul concetto che i vaccini avrebbero fornito una protezione del 95%, un dato assoluto. Un anno fa in Senato avevo spiegato che quello non era il valore assoluto, ma solo relativo al placebo. Il dato assoluto era in realtà dello 0,84%, ricerche pubblicate da Peter Doshi su The Lancet”. Frajese mostra il grafico statistico della protezione garantita dal vaccino anti-Covid nel tempo: “un vaccino che viene studiato per 60 giorni e poi viene reso obbligatorio non ha nulla di scientifico. Mi viene da ridere, o da piangere in base al momento, quando sento la gente dire ‘io ho fede, credo nella scienza’, la scienza di 60 giorni che mi obbliga ad entrare in una sperimentazione. Si è notato dagli studi che dopo 6 mesi la protezione dal Covid nei vaccinati è a 0, mentre tra l’ottavo e il nono mese diventa negativa. Non si era mai verificato prima nella storia con un vaccino”.

Frajese, in sintesi, illustra che i soggetti vaccinati si infettano più di quelli non vaccinati, cioè ottengono un effetto opposto a quello inteso. “Basterebbe questo per mandare all’aria tutta la storia che è stata portata avanti”, ma c’è di più secondo Frajese: “significa che è stato alterato il sistema immunitario, cioè il nostro “esercito naturale” che ci permette di difenderci da malattie, virus, tumori. Una perdita di efficacia del sistema immunitario si riflette nell’aumento dell’esposizione a qualunque patologie. Questo dato andrebbe guardato con estrema attenzione per capire se si è fatto un danno, il quale si spera sia temporaneo”. A sostegno di questa tesi il professore mostra i grafici pubblicati sul British Medical Journal e Nature, che mostrano come i vaccinati si ammalano all’83% in più contro Delta e Omicron rispetto a chi non ha ricevuto neppure una dose di vaccino Pfizer o Moderna.

Il Ministero della Salute, prosegue Frajese con un messaggio chiaro al ministro Roberto Speranza, “dovrebbe fermarsi e riflettere su questi dati, per capire se si sta mettendo a rischio la salute della popolazione vaccinata da eventuali altre patologie. Inutile ricordare che il Ministro Speranza, dopo che Draghi disse ‘se non ti vaccini muori e metti al rischio la salute delle altre persone’, si presentò al tavolo con dei dati assolutamente falsi, già questo in un Paese civile sarebbe seguita l’immediata dimissione, ma nel Governo dei migliori evidentemente va avanti così”.

Successivamente un capitolo specifico sulla vaccinazione anti-Covid sui bambini e sull’aumento di patologie cardiovascolari negli over 40. Frajese mostra gli studi pubblicati su JAMA Pediatrics: “il 25% presenta sintomi di depressione, il 20% sintomi d’ansia. E’ dovuto alla paura ripetuta nel tempo e meccanismi di coercizione quali i ragazzi sono stati sottoposti. Stiamo creando una generazione di persone impaurite e problemi di tipo psicologico. Su Nature, inoltre, viene mostrato che c’è stato un aumento del 25% di accessi al pronto soccorso per problemi cardiaci e malattie cardiovascolari. Una coincidenza con la vaccinazione, un dato incontrovertibile e pubblicato sulle riviste scientifiche. La scienza sta andando avanti a livello internazionale e sarebbe il caso di essere presa in considerazione. Infine, il dato più pericoloso di tutti, quello sulla genotossicità e cancerogenicità, ciò se queste sostanze possono provocare o aumentare le possibilità di avere il cancro. Uno studio ha dimostrato che, sulle linee cellulari di fegato, l’Rna si può retrotrascrivere sul Dna in maniera permanente ed è trasmissibile alle generazioni future. Invito, ancora una volta, il Ministero della Salute a fare degli studi su possibili danni che riguarderanno generazioni di persone”.

Infine, Frajese mostra uno studio sugli anticorpi: “nei soggetti vaccinati si sviluppano gli IgG, mentre nei soggetti non vaccinati, oltre gli IgG, si sviluppano anche gli IgA. Questi impediscono di infettare altre persone e il virus non si replica a livello di faringi e naso. I guariti non contagiano, mentre le persone con tre dosi possono contagiare. Se parliamo di scienza allora bisogna fermarsi un attimo e tornare ad utilizzare la logica perché quanto successo negli ultimi due anni è vergognoso”.

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