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“Coordinamento Nazionale No degrado e malamovida”: i punti fondamentali per la tutela del centro storico di Messina 

La proposta di “Coordinamento Nazionale No degrado e malamovida” rivolta al sindaco Basile: i punti fondamentali per la tutela del centro storico di Messina

Coordinamento nazionale no degrado e malamovida” ha messo nero su bianco una proposta riguardante la tutela del centro storico di Messina. Il documento contiene un obiettivo strategico, modalità normative e misure amministrative da intraprendere, misure di trasparenza, dissuasive e di consapevolezza con riguardo alla tutela del Centro Storico, vittima di anni di degrado e di inquinamento acustico che condiziona la qualità della vita dei residenti, con lo scopo di tutelare il quartiere rendendolo più vivo e vivibile, quale patrimonio e risorsa di tutti i cittadini, abitanti, operatori economici e visitatori.

Di seguito il comunicato con i punti cardine della proposta presentata al Sindaco di Messina dott. Federico Basile.

“E’ necessario innanzitutto ricordare che i Centri Storici non sono quartieri comuni o uguali agli altri, ma per la loro peculiarità sono qualificabili come “beni culturali” sottoposti a tutela fino a quando non intervenga una espressa verifica di interesse in senso contrario (D.Lgs. 42/2004 art. 10 comma 1 e 4 lettera G).

Il fenomeno conosciuto come “svago notturno” o “movida” rappresenta da alcuni anni il problema fondamentale che condiziona lo svolgimento della vita dei residenti soprattutto dell’area del Centro Storico di Messina, una circostanza cresciuta in particolare negli ultimi 15 anni: l’insieme delle attività che compongono parte del fenomeno sono la fonte principale di esasperazione ed il principale ostacolo alla convivenza che condiziona la qualità della vita dei residenti nel centro storico (abitanti del 4° quartiere di Messina = 45.000 al 31 12 2018).

Emerge un vero e proprio scontro che pone da una parte i commercianti (meglio: gestori di locali che somministrano alimenti – nel Centro Storico circa n. 50 – che organizzano serate, sopratutto all’esterno con musica, e dall’altra i residenti in difesa dei loro legittimi diritti alla salute e alla quiete pubblica. Da una parte i profitti, dall’altra i diritti umani alla salute ed alla quiete.

Pur riconoscendo ai commercianti che la vivacità fatta dai locali ha una azione meritevole di aggregazione e di sviluppo economico senza la quale il Centro Storico avrebbe meno appeal, i diritti dei residenti sono sacrosanti e, in particolare quelli sulla salute, non sono negoziabili.

L’Associazione Centro Storico Messina si propone di difendere i diritti sacrosanti dei residenti interloquendo con i commercianti che rappresentano comunque una importante risorsa per la vita del Centro Storico: trovare un punto d’incontro tra le esigenze degli uni e degli altri porta sicuramente ad un Centro Storico piu’ vivo e vivibile, patrimonio e risorsa di tutti i cittadini, abitanti, operatori economici e visitatori!

I principali problemi

A proposito dei problemi derivati dallo sfruttamento commerciale del nostro centro storico da parte delle attività dello svago legato all’alcool potremmo distinguerli in 3 grandi gruppi:

  1. Le conseguenze del rumore: la causa principale del conflitto che sottintende l’invasione di domicilio, l’aggressione al fondamentale diritto alla vita personale e famigliare includendo un attentato all‘integrità fisica e mentale. Rumore che attacca principalmente l’orario di riposo della maggior parte dei residenti.
  2. Dequalificazione del contesto residenziale ove le attività legate allo svago portano differenti forme di vandalismo: rumore, sporcizia, insicurezza, usurpazione dello spazio pubblico, saturazione da messaggi pubblicitari dannosi, ecc. tutte cose che condizionano negativamente la qualità ambientale e di vita dei suoi residenti.
  3. Tutti questi problemi vengono enfatizzati dall’intensità della presenza commerciale di esercizi dediti alla vendita di bevande alcoliche nel Centro Storico – che in qualche caso arriva al sovraffollamento invadente di strade, piazze – entro fasce orarie molto ampie. La saturazione dell’offerta ipotizza la saturazione della domanda. Allo stesso modo il profilo commerciale, destinato ad una tipologia di popolazione esterna al centro storico, con un’offerta esclusivamente vincolata all’alcool, sta eliminando la presenza del commercio di prossimità necessario alla vita dei residenti (esempio: un negozio di Alta Moda non sceglierebbe mai la zona della movida per aprire).

Obiettivo strategico

Chiediamo che il Centro Storico di Messina debba essere riconosciuto legalmente e giuridicamente come AREA PROTETTA A PRIORITA’ RESIDENZIALE in termini di destinazione urbanistica e di qualità ambientale dotandola di una propria normativa e di strumenti di protezione a sua difesa e quanto previsto in materia di tutela e salvaguardia della destinazione urbanistica dei luoghi storici; della destinazione urbanistica degli spazi privati; della qualità della vita dei residenti; del decoro dei luoghi pubblici e privati;

  1. conservazione e/o incentivazione della vitalità diurna del Centro Storico: di attività artigianali, di esercizi di prossimità, di attività culturali vere e non fittizie;
  2. nomina di un assessore al Centro Storico (munito di tutte le deleghe) e di una consulta permanete di cittadini residenti e commercianti: una personalità di alto profilo culturale, competente in materia di gestione dei luoghi storici e di regolamenti;
  3. provvedimenti urgenti contro la mala movida: istituzione presidio notturno di vigilanza; installazione di telecamere collegate a comando di vigili e carabinieri/polizia; attività ispettive a cadenza regolare sugli esercizi già aperti o in apertura per la verifica dell’osservanza delle norme e della presenza di autorizzazioni necessarie in materia di sicurezza – antincendio – salubrità dei luoghi – insonorizzazione degli ambienti – occupazione suolo pubblico – orario mescita alcoolici;
  4. fissazione criteri per l’occupazione dello spazio pubblico da parte di esercizi di ristoro e conseguente rimozione delle installazioni fisse e in ottemperanza a salvaguardia delle proporzioni – salvaguardia dello spazio pubblico per tutti i residenti, per primi i bambini;
  5. applicazione tempestiva di sanzioni amministrative ai titolari di esercizi non in regola e chiusura di quelli refrattari o non in possesso dei requisiti.

La qualità della vita nel centro storico garantisce la sua abitabilità e rende prioritaria il suo uso residenziale; solo così si potranno garantire la sua sostenibilità e la sua sopravvivenza. Purtroppo, tra molti amministratori impera l’insostenibile e perverso argomento che favorire lo svago notturno sia favorire l’attività economica di pochi operatori ed i posti di lavoro, dimenticando che anche i migliaia di residenti (circa 20.000 su una popolazione di 44.000 dell’intero IV Quartiere) sono lavoratori e sono anche essi parte del sistema economico e produttivo, dimenticando che tra i residenti vi sono terze età e bambini che l’indomani vanno a scuola.

Chi apre una attività nel Centro Storico deve trovare compatibilità con il luogo dove opera, tenendo conto – ripetiamo – che i Centri Storici non sono quartieri comuni o uguali agli altri, ma per la loro peculiarità sono qualificabili come “beni culturali” sottoposti a tutela fino a quando non intervenga una espressa verifica di interesse in senso contrario (D.Lgs. 42/2004 art. 10 comma 1 e 4 lettera G).

La ricchezza del Centro Storico è nel suo patrimonio storico e nel dinamismo della sua economia, ma anche e soprattutto nelle persone che ci vivono: la salute è un bene non negoziabile con nessuno e con nessun interesse economico.

Modalità

Considerando anche che la principale e più efficace maniera per risolvere un conflitto di funzione d’uso urbanistico passa per la definizione di un adeguato Piano Regolatore ed Ambientale che garantisca i valori residenziali del Centro Storico, proponiamo alcuni palliativi volti a superare le conseguenze negative degli attuali modelli di “quartieri dell’alcool”:

a) All’interno dello spazio pubblico:

  1. Proibizione e vigilanza del consumo e della vendita di alcolici su suolo pubblico (ad esempio: h24)
  2. Limiti allo spazio occupato dagli allestimenti esterni e al loro orario di apertura: lo spazio occupato dovrebbe essere determinato da standard europei, in proporzione all’ampiezza del locale che lo gestisce e all’ampiezza e le caratteristiche dello spazio pubblico nel quale sono ubicati.
  3. La definizione di Mappe del Rumore specifiche per gli spazi allestiti.
  4. Limiti agli allestimenti per ragioni paesaggistiche e nei dintorni di Monumenti.
  5. Maggiore vigilanza e sanzioni per eventi con impatto acustico su spazi pubblici non autorizzati.
  6. Gli eventi amplificati autorizzati su suolo pubblico all’interno del centro storico debbono essere limitati alle feste patronali.
  7. Gli eventi autorizzati nelle vie del centro storico debbono obbligatoriamente contare sul controllo delle forze dell’ordine, e sempre senza amplificazione.
  8. Una rete di rilevatori acustici su spazi pubblici che rilevino in tempo le soglie rumore.

b) A proposito delle attività negli spazi privati:

  1. l’istituzione di una lista di locali dello svago e delle attività moleste.
  2. L’installazione di rilevatori acustici, continuamente in funzione in tempo reale ed in collegamento con le Forze di Polizia, in tutti i locali dello “svago notturno”, con capacità di conservare le registrazioni di lunghi periodi di funzionamento.
  3. L’istituzione della tipologia di Quartiere Saturo per quei quartieri nei quali l’offerta delle postazioni superi un coefficiente tecnico, applicabile in tutto il territorio comunale ed in particolare al centro storico, calcolato sul numero di abitanti/numero di locali.

c)Modalità Normative e Misure Amministrative da intraprendere:

Chiediamo che il REGOLAMENTO DI POLIZIA URBANA indichi chiaramente quanto segue:

TUTELA DELLA QUIETE PUBBLICA E PRIVATA

Spettacoli e trattenimenti

  1. I titolari delle licenze prescritte dalle leggi di pubblica sicurezza per l’esercizio dell’attività di pubblico spettacolo o di pubblico trattenimento, i titolari degli esercizi pubblici di somministrazione, i titolari delle licenze di esercizio per spettacoli o trattenimenti pubblici ed i titolari di sale pubbliche per biliardi od altri giochi leciti devono assicurare che i locali nei quali si svolge l’attività siano strutturati in modo tale da non consentire a suoni e rumori di essere uditi all’esterno tra le ore 22 e le ore 8.
  2. I titolari degli esercizi pubblici di somministrazione, nella attività complementare di allietamento musicale verso i propri clienti, anche nel caso di musica dal vivo, non devono essere impiegati impianti di amplificazione.
  3. Ai soggetti di cui al comma 1 è fatto obbligo di vigilare affinchè, all’uscita dai locali, i frequentatori evitino comportamenti dai quali possa derivare pregiudizio alla quiete pubblica e privata.
  4. Le autorizzazioni rilasciate possono essere revocate in qualsiasi momento n ei casi di accertato pregiudizio per la quiete pubblica e privata.
  5. Le licenze per lo svolgimento di spettacoli o trattenimenti in luoghi aperti devono indicare prescrizioni ed orari volti ad evitare pregiudizio alla quiete pubblica e privata.

d)Ulteriori modalità normative da intraprendere:

  1. Dichiarazione di Zona Acusticamente Protetta per il Centro Storico.
  2. L’istituzione nell’ambito delle normative ambientaliste di articoli che garantiscano periodi di silenzio e di riposo con intervalli minimi di 8 ore all’interno delle attività commerciali.
  3. L’istituzione nell’ambito delle normative a protezione della popolazione vulnerabile (infanzia, terza età, ecc.) di articoli in materia di rumore, alcool, pubblicità, ecc.
  4. L’istituzione nell’ambito delle normative per le attività commerciali e dal punto di vista ambientale di una regolamentazione dell’affluenza di pubblico entro spazi privati per la gestione dell’accesso, l’evacuazione e la concentrazione alle porte di accesso a questi spazi.
  5. L’istituzione di ispezioni Tecniche Annuali per le attività dello svago notturno per verificare la regolarità delle licenze d’attività, occupazione di suolo pubblico, destinazione d’uso degli immobili.
  6. La limitazione d’orario per le attività commerciali di ogni tipo all’interno delle zone acusticamente protette.
  7. L’eliminazione del modello amministrativo ‘Dichiarazione Responsabile/ Autodichiarazione’ per tutte le attività dello svago notturno.
  8. L’istituzione di metodi rapidi per la sospensione-chiusura dovute a violazioni di legge.
  9. Il coinvolgimento delle autorità sanitarie nella ricerca della soluzione – nella misura in cui abbiano competenza nelle pratiche di prevenzione sanitaria – ai problemi del rumore, alcol e droga nei nostri quartieri.
  10. Il potenziamento della formazione continua di polizia e funzionari pubblici per la gestione delle attività dello svago ed il controllo urbanistico ed ambientale, sia degli spazi pubblici come di quelli privati.
  11. L’obbligo di maggiori tutele, che includa conoscenze in materia urbanistica, ambientale, legate alla sicurezza, ecc. per il personale che svolge la sua attività professionale nei locali dello ‘svago notturno’.
  12. L’istituzione di Posti di Polizia di prossimità per le zone dello svago nei periodi di punta, con l’adeguata formazione per la gestione di questo fenomeno.
  13. Il miglioramento delle scadenze amministrative nella gestione delle indiscipline delle attività dello ‘svago notturno’ con nuovi e più efficaci procedimenti amministrativi che prevedano trasparenza e l’accesso delle parti interessate; anche per via telematica.
  14. La limitazione delle installazioni delle attività dello svago notturno in funzione della morfologia delle strade (per esempio la loro larghezza).
  15. La pubblicazione sul sito web del Comune della registrazione di nuove attività, modificazioni o violazioni delle attività.
  16. Comunicazioni affidabili agli interessati, come atto preventivo obbligatorio, anteriore all’apertura o al cambiamento di registrazione, dovuto dalle attività dello svago notturno.
  17. La creazione di osservatori della sostenibilità residenziale nel centro storico da parte dell’amministrazione locale, con l’impegno di misurare e pubblicare regolarmente i dati ricavati. Allo stesso modo condizionare e rivedere la normativa comunale per il rispetto dei valori di qualità residenziale nel centro storico.
  18. L’adeguamento delle attività dei servizi municipali o dei concessionari di tali servizi potenzialmente rumorosi alla qualità acustica del quartiere (centro storico) e non a quella dell’attività di svago.
  19. Operare a medio termine nella pianificazione di nuove localizzazioni per lo svago al fine di eliminare l’effetto saturazione/affollamento dell’attuale modello, tramite criteri di sostenibilità e di capacità d’accoglienza o di carico. Allo stesso modo per l’offerta di attività con maggior affluenza negativa promuovere il modello delle zone dello svago alla maniera delle zone industriali o dei servizi.
  20. Moratoria nelle zone sature.

e)Misure di Trasparenza, dissuasive e di consapevolezza:

  1. Etichetta che riporti il livello di qualità ambientale dell’attività visibile all’entrata del locale e visibile e leggibile dalla strada.
  2. informazione esaustiva e veritiera a proposito della licenza e delle autorizzazioni per l’attività del locale e dei suoi allestimenti esterni all’ingresso del locale e visibile e leggibile dalla strada.
  3. Creazione di Auditori di gestione amministrativa per l’attività dell’autorità pubblica a proposito del rumore, delle licenze ed autorizzazioni amministrative ad entità indipendenti.
  4. Campagne di sensibilizzazione trimestrali sul rumore e consumo di alcol rivolte a locali, consumatori e residenti.
  5. Pubblicazione autorevole, almeno una volta al semestre, delle statistiche con l’adempimento e la violazione dei principali indicatori dell’osservatorio della sostenibilità residenziale nei quartieri dello svago.
  6. Campagna di valorizzazione del vicinato e dei residenti del centro storico, come elementi fondamentali per la loro sopravvivenza e la sostenibilità. La partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini residenti (Il comitato di quartiere) è fondamentale ed indispensabile nello sviluppo delle politiche, durante il processo decisionale e di attuazione delle misure successivamente valutate, per arrivare a costituire parte delle commissioni permanenti su questa materia.
  7. Campagne di sostegno al commercio diurno e di prossimità del centro storico. Riconoscere al commercio tradizionale il ruolo di servizio fondamentale per il centro storico e per la comunità che deve essere garantito da un regolamento commerciale teso a coadiuvare la sua permanenza o l’integrazione. Si deve evitare la sua sostituzione massiccia con una regolamentazione dell’uso e una valutazione dei bisogni minimi, introducendo questi criteri nei piani di pianificazione e di protezione urbana.

Conclusione

Il Centro Storico di Messina che fino a non tanto fa era uno spazio aperto di socializzazione, convivenza e solidarietà tra vicini, si è trasformato in un incubo per i loro residenti. Nel caso concreto della situazione generata dal modello di saturazione del Centro Storico da parte dello svago notturno e dall’impatto sulla salute dei loro residenti soprattutto dovuto all’inquinamento acustico generato, è necessario porre due tipi di misure politico amministrative:

1)da un lato misure urgenti nel breve periodo per tentare di risolvere i problemi più gravi che attentano alla salute dei residenti, all’abitabilità e conservazione del Centro Storico, in linea con le proposte di questo documento;

2)dall’altro lato, si richiedono misure politico-amministrative a garanzia della conservazione e della sostenibilità del Centro Storico e i loro residenti nell’ambito di una pianificazione urbanistica e ambientale”.

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