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Cookie wall: prosegue istruttoria del garante privacy | sicurezza.net

Il Garante per la protezione dei dati personali sta verificando il rispetto delle norme di alcuni siti che hanno attivato il cookie wall.

Vediamo insieme tutti i dettagli.

Profilazione in cambio del servizio

Prosegue l’istruttoria (avviata a fine ottobre) dell’Autorità, che ha richiesto informazioni ai gruppi editoriali che hanno adottato questo tipo di blocco.

Da circa un mese, infatti, diversi siti web e aziende operanti nel settore televisivo applicano filtri per accedere ai contenuti. Alcuni sono correttamente visualizzabili soltanto pagando un abbonamento. Il problema è che quelli gratuiti dovrebbero essere sempre visibili, anche negando il consenso ai cookie.

Diverse testate giornalistiche on line stanno quindi applicando sistemi e filtri, che condizionano l’accesso ai contenuti alla sottoscrizione di un abbonamento (paywall). In alternativa, l’utente è obbligato ad accettare i cookie di profilazione e altri strumenti di tracciamento dei dati personali (il cosiddetto cookie wall).

Per accedere ai contenuti gratuiti di alcune sezioni dei siti segnalati è necessario cliccare su “Accetta” e quindi consentire la copia sul dispositivo dei cookie, che inviano varie informazioni all’editore e ai suoi partner commerciali. L’alternativa è cliccare su “Rifiuta e abbonati” per sottoscrivere l’abbonamento (base per i contenuti gratuiti, premium per quelli a pagamento).

Cookie wall: pratica illegittima?

Il Garante italiano, allineato all’autorità europea, ritiene che sia da considerarsi illecito il meccanismo vincolante, secondo il quale l’utente è obbligato, senza alternativa, ad esprimere il proprio consenso alla ricezione di cookie o altri strumenti di tracciamento.

Questo è il testo del banner che compare sui siti di vari giornali:

Ti segnaliamo che l’accesso ai nostri contenuti senza abbonamento è soggetto al consenso per l’utilizzo dei cookie (per ulteriori dettagli, ti invitiamo a visionare la cookie policy). Se accetti i cookie potremo erogarti pubblicità personalizzata e, attraverso questi ricavi, supportare il lavoro della nostra redazione che si impegna a fornirti ogni giorno una informazione di qualità. Se, invece, vuoi rifiutare il consenso ai cookie o personalizzare le tue scelte, con la sola eccezione dei cookie tecnici, devi acquistare uno dei nostri abbonamenti.

L’utente è perciò costretto a scegliere tra l’accettazione dei cookie e la sottoscrizione di un abbonamento.

Non è più disponibile una versione freemium con alcuni articoli visibili e altri dietro paywall, o un numero massimo di articoli consultabili liberamente prima che scatti il blocco.

Se non si vuole sottoscrivere l’abbonamento, si può scegliere di rilasciare il proprio consenso all’installazione di cookie e altri strumenti di tracciamento dei dati personali.

Il Garante della privacy dovrà accertare se si tratta di un cookie wall, che costringe l’utente ad accettare la profilazione in cambio del servizio oppure di paywall, più precisamente un cookie paywall. Il primo non è legittimo, il secondo sì, sul terzo la discussione è aperta.

Il nodo è il rilascio del consenso. L’Autorità dovrà esprimersi per chiarire se è conforme alla normativa sul trattamento dei dati personali. Il Garante ha quindi chiesto di chiarire le modalità di funzionamento del meccanismo. I gruppi editoriali sono tenuti a fornire tutti gli elementi utili a dimostrare che la normativa in materia di protezione dei dati personali sia stata rispettata.

Se sei interessato ad approfondire l’argomento, ti consigliamo di leggere questo articolo: Google rinvia il blocco dei cookie a fine 2024.

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