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Consiglio comunale a San Calogero, volano pesanti accuse fra maggioranza e minoranza

Il sindaco di San Calogero, Giuseppe Maruca

Animata seduta del Consiglio comunale a San Calogero dove in apertura di seduta si è registrata un intervento con il quale il sindaco Maruca ha censurato fortemente alcuni articoli di stampa riportanti le critiche della minoranza sulla gestione degli affidamenti diretti, sui servizi aggiuntivi rispetto all’appalto della raccolta dei rifiuti e sulla frana di “fosso scalone”. In particolare, nel corso della seduta il sindaco ha affermato che tali articoli sono finalizzati ad attenzionare le autorità al fine di provocare lo scioglimento anticipato della sua consiliatura, “sulla quale molti avrebbero scommesso che non sarebbe durata nemmeno un anno”. Maruca ha poi affermato, a chiare lettere, che la strada provinciale non sarebbe più stata riaperta e che i nuovi lavori in corso consentiranno entro fine agosto l’apertura del tracciato su via Pirandello a doppia corsia verso contrada Catarinella ed entro fine settembre tutto il tracciato originario. Ha inoltre rivendicato la capacità della sua amministrazione di definire appalti della precedente amministrazione che erano fermi, tra cui Casa della Cultura e campetti polivalenti, chiosando che la maggioranza è molto compatta e che le decisioni sono tutte assunte unitariamente. [Continua in basso]

In replica il capogruppo della minoranza Calabria ha rigettato le accuse circa l’intenzione di far sciogliere il Comune, anche perché in ogni caso le elezioni non si terrebbero prima di tre anni, coincidenti con la legale scadenza del mandato. Forte poi la critica sul modo di intendere il ruolo della minoranza da parte di Maruca e della sua compagine, in quanto lo stesso ha ribadito il diritto di non condividere alcune scelte gestionali e politiche della maggioranza, e quindi il diritto di critica senza che nessuno possa permettersi censure deridenti e autoritarie. Al secondo punto all’ordine del giorno ha approvato all’unanimità lo scioglimento della convenzione di segreteria con gli altri Comuni, con la raccomandazione della minoranza di non superare le percentuali in essere, ovvero il 20% a carico del Comune di San Calogero, per non aggravare le spese. Al terzo punto si è registrata una relazione dell’assessore al bilancio che ha rassicurato, malgrado le tante difficoltà, la permanenza degli equilibri di bilancio per come comunicato dal responsabile d’area, asserendo che un’azione di recupero dei crediti è assolutamente necessaria. È qui che il consigliere Calabria ha rammentato, preannunciando per questo il voto contrario, che la gestione degli affidamenti tende a favorire qualcuno a discapito dei tanti, in barba ad ogni principio di efficienza, economicità e trasparenza, in violazione quindi della legittima aspettativa di tanti che vorrebbero partecipare per poter lavorare. Anche in merito al contestatissimo affidamento aggiuntivo del mercato coperto – 5000 euro in più per la pulizia settimanale dell’area mercatale già prevista nel capitolato – Calabria ha evidenziato che ogni spesa si ripercuote sui cittadini che purtroppo vanno a pagare di più, richiamando responsabilità dell’assessore e degli uffici perché “nessuno deve dimenticare che bisogna dar conto al popolo, anche perché quel lavoro poteva essere svolto dai dipendenti comunali senza ulteriori spese”. Replica dell’assessore Scuteri che ha contestato quanto sostenuto, affermando che le somme spese derivano dal ribasso e che la nuova amministrazione ha ripulito tante cose, tra cui il cimitero che versava in condizioni pietose ed oggi è sempre in condizioni ottimali e presentabile a chi accede a quei luoghi. I toni si sono poi alzati allorquando l’assessore al bilancio ha fatto intendere di registrare la seduta con il suo telefonino, al che il consigliere Calabria, dopo un iniziale momento di incredulità del Consiglio, ha fortemente reclamato per la legittimità di una tale pratica. Ha pertanto richiamato ancora una volta l’attenzione sulla gestione delle sedute consiliari da parte del presidente Paglianiti, caratterizzate da continue interruzioni dello stesso presidente – che invece dovrebbe essere super partes – e di altri consiglieri che con tale comportamento negano il diritto di ogni singolo a esprimere la propria opinione senza che nessuno possa offendersi, affermando anche il diritto di dissentire e raccomandando agli amministratori di cessare di declinare responsabilità per disservizi o ritardi adducendo presunte manchevolezze da parte delle precedenti amministrazioni. In merito alla specifica vicenda di Fosso Scalone, e quindi in ordine alla viabilità, ha concluso raccomandando – visti i ritardi e le inefficienze – di delegare la gestione agli organi superiori interessati (Provincia e Regione) che, avendo in organico strutture tecniche adeguatamente dimensionate, potrebbero meglio risolvere la problematica. Da registrare l’accoglimento della proposta da parte del presidente. Tale argomento – frana e viabilità – ha dato la stura alla successiva risposta all’interrogazione da parte della maggioranza sulla gestione del problema che attualmente grava sul paese.

Gli affidamenti diretti

Su proposta del presidente del Consiglio, votata all’unanimità, a fornire delucidazione è stato chiamato il responsabile d’area, ing. Pasquale Lagadari, il quale ha spiegato le fasi della vicenda soffermandosi su tanti altri aspetti del suo ufficio, tacciando più volte la minoranza di voler per forza criticare l’operato dell’ufficio tecnico e riconfermando quindi la legittimità del suo agire anche in merito all’assegnazione dei tanto contestati affidamenti diretti. Non sono mancate neanche considerazioni politiche.

La relazione dell’ingegnere è stata giudicata fuori luogo e non esaustiva dalla minoranza riguardo alle domande poste nell’interrogazione. Dopo un ulteriore intervento dell’assessore Castagna, che ancora una ha schernito l’intervento del capogruppo di minoranza citando la famosa canzone “bisogna saper perdere”, si è registrata la reazione stizzita di tutta la minoranza che ha richiamato all’ordine iI presidente del consiglio comunale. Pertanto, il presidente del Consiglio ha richiamato l’assessore e, visto che nel frattempo il capogruppo Calabria aveva lasciato la sala consiliare, ha avvisato i consiglieri che potevano abbandonare la seduta, provocando ancor di più la reazione dei consiglieri di minoranza rimasti tra i banchi e che invece hanno preteso di poter intervenire ai sensi del regolamento. In particolare il consigliere Sandro Varone ha sottolineato la grande gaffe in cui è incorso il presidente non consentendogli di intervenire per la prescritta dichiarazione, sicché l’intervento è stato autorizzato ma non concluso per via della totale confusione in cui era oramai degenerata la seduta. Chiamato a rispondere alle domande, in particolare alla specifica richiesta da parte dell’assessore Castagna a titolo di raffronto con il passato, in merito all’assegnazione dei lavori durante la precedente amministrazione, l’ing. Lagadari ha fornito alcune delucidazioni.

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