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Comune di Filandari: si dimettono assessore e consigliere mentre si attende anche qui la Prefettura

Giuseppe Artusa lascia la giunta del sindaco Rita Fuduli. Nel 2019 gli hanno bruciato un’auto e sparato colpi di pistola al garage. Nel 2018, invece, altro assessore ha lasciato dopo una nostra inchiesta, mentre “Rinascita Scott” dedica un apposito capitolo all’influenza della ‘ndrangheta sulle ultime amministrative in paese

Giuseppe Baglivo

Comune di Filandari: si dimettono assessore e consigliere mentre si attende anche qui la Prefettura

L'assessore Artusa di Filandari
Giuseppe Artusa accanto all’auto incendiata nel 2019

Rapporto di fiducia con il sindaco venuto meno e per questo dimissioni dalla giunta comunale di Filandari. A lasciare la carica di assessore al Personale, all’Urbanistica ed allo Sport è Giuseppe Artusa che, attraverso una lettera protocollata al Comune, fa sapere di essere ormai “venuto meno il rapporto fiduciario con il sindaco Rita Fuduli”, ritenendo quindi sia giunta l’ora di “togliere il disturbo come assessore in maniera tale che i vari conducenti – afferma Artusa – svolgano il proprio lavoro con dovizia. Continuerò il mio mandato consiliare nel rispetto di quella parte di popolazione che ha voluto darmi la possibilità di essere eletto consigliere”. Giuseppe Artusa era stato nominato assessore nel giugno 2018. Chi si dimette, invece, dalla carica di consigliere comunale di Filandari è il capogruppo di minoranza, Mannina Grasso, eletta con la lista “Il Coraggio di Cambiare”. [Continua in basso]

Da ricordare che nel marzo del 2019 l’assessore Giuseppe Artusa ha subito l’incendio di un’auto aziendale, mentre altra sua autovettura e la saracinesca del garage sono stati presi a colpi di pistola. Giuseppe Artusa, impiegato in un’azienda milanese, è anche coordinatore nazionale e referente provinciale della Fim-Cisl (Federazione italiana dei metalmeccanici). Gli atti intimidatori erano avvenuti mentre l’assessore si stava occupando del Piano strutturale comunale (Psc), fermo al 2009, e delle aree cimiteriali. (LEGGI QUI: Assessore nel mirino a Filandari: «Se pensano di fermarmi hanno sbagliato persona» – Video)

Nicola Gratteri in conferenza stampa per Rinascita-Scott

Ricordiamo anche che agli atti dell’inchiesta antimafia Rinascita Scott un intero capitolo è dedicato (“Linfluenza della ‘ndrangheta sulle consultazioni elettorali amministrative a Filandari”, il titolo) dagli investigatori e dalla Dda di Catanzaro al Municipio di Filandari, con le manovre del locale clan Soriano e dei loro parenti alla ricerca di voti e candidati. (LEGGI QUI: “Rinascita”: le amministrative di Filandari nel mirino della Dda)

A seguito di una nostra inchiesta giornalistica, inoltre, nel dicembre del 2018 l’allora assessore comunale di Filandari Francesco Cichello si è dimesso dall’incarico. Il figlio – Giacomo Cichello – è ritenuto nell’inchiesta antimafia “Nemea” il braccio operativo del boss Leone Soriano, tanto da essere condannato a 5 anni e 6 mesi anche nella recente sentenza d’appello del 19 ottobre scorso. (LEGGI QUI: ‘Ndrangheta ed enti locali, si dimette il padre del “braccio operativo” del clan Soriano) [Continua in basso]

La sede della Prefettura e il prefetto Roberta Lulli,

Anche sul Comune di Filandari, quindi, al pari di tanti altri centri del Vibonese sui quali nei mesi scorsi si è soffermata l’attenzione del presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra (Tropea, Capistrano, Briatico, ma anche lo stesso Comune di Vibo e la Provincia) si attende che la Prefettura accenda i “riflettori” così come da tempo ha già fatto – per quanto di sua competenza dal punto di vista penale – la Dda di Catanzaro con l’inchiesta Rinascita Scott.

LEGGI ANCHE: “Rinascita”: le amministrative di Filandari nel mirino della Dda

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