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Clima, Cop27 approva documento finale: delusione Onu e Ue

20 novembre 2022 | 07.57

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Salvo obiettivo 1,5 gradi e decisa istituzione fondo per perdite e danni da cambiamento climatico

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(Foto Afp)

Il documento finale approvato alla Cop27 di Sharm el-Sheikh salva l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi dai livelli pre-industriali, considerato il risultato maggiore della Cop26 di Glasgow, tenutasi l’anno scorso. Il documento non dice nulla però su riduzione o eliminazione dell’uso dei combustibili fossili, che erano state richieste da diversi paesi. Chiede soltanto la riduzione della produzione elettrica a carbone con emissioni non abbattute, non l’eliminazione. E sottolinea l’importanza della transizione alle fonti rinnovabili, auspicando l’eliminazione dei sussidi alle fonti fossili.

La Cop27 riconosce però che per mantenere l’obiettivo di 1,5 gradi è necessario ridurre le emissioni del 43% al 2030 rispetto al 2019. Ma con gli impegni di decarbonizzazione attuali il taglio delle emissioni al 2030 sarebbe solo dello 0,3% rispetto al 2019. Per questo motivo, gli Stati che non hanno ancora aggiornato i loro obiettivi di decarbonizzazione (Ndc) sono invitati a farlo entro il 2023.

L’assemblea plenaria ha deciso inoltre l’istituzione di un fondo per i ristori delle perdite e dei danni del cambiamento climatico. Un Comitato transitorio dovrà preparare un progetto da presentare alla prossima Cop28 nel 2023 per l’avvio operativo del fondo.

Guterres

La creazione del fondo per compensare i Paesi vulnerabili ai cambiamenti climatici decisa dalla Cop27 è “un importante passo verso la giustizia”, ma non è abbastanza. Lo ha detto il segretario generale dell’Onu, António Guterres, che ha “lodato la decisione di istituire il fondo per perdite e danni e renderlo operativo per prossimo futuro”.

“Chiaramente non sarà abbastanza – ha aggiunto il capo dell’Onu che ha anche espresso delusione sui risultati non sufficienti raggiunti dalla Cop27 di Sharm El Sheik sulla riduzione delle emissioni – ma un segnale politico da tempo necessario per ricostruire la fiducia che si era infranta”.

Le voci dei popoli che si trovano “sulle prime linee della crisi climatica” devono essere ascoltate, ha aggiunto Guterres, riferendosi ai Paesi ai paesi più poveri che spesso soffrono il maggiore impatto dei cambiamenti climatici pur avendo meno contribuito alle cause che li producono. L’Onu, ha concluso, “sosterrà in ogni fase questo sforzo”.

“Noi dobbiamo ridurre drasticamente subito le emissioni e questa una questione a cui la Cop27 non ha risposto”, ha detto ancora Guterres, aggiungendo: “Bisogna essere chiari: il nostro pianeta è ancora in una situazione di emergenza, dobbiamo ridurre subito drasticamente le emissioni e questo non è stato affrontato. Il fondo per le perdite e i danni è essenziale ma non è la risposta se la crisi climatica cancella della mappa un piccolo Stato insulare o trasforma completamente un Paese africano in un deserto”.

Ue

“Questo è il decennio in cui ci giochiamo tutto, ma quello che abbiamo davanti a noi non è un passo sufficiente per i popoli e il pianeta”. Così il vice presidente dell’Unione europea, Frans Timmermans, ha espresso la delusione per l’accordo finale della Cop27.

Un documento da cui emerge “un profondo divario” tra le politiche e la scienza sul clima, ha aggiunto Timmermans affermando che “troppi Paesi non sono pronti a fare progressi nella lotta contro la crisi climatica”. “Alcuni hanno paura della transizione che li attende e del costo del cambiamento”, ha detto ancora.

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