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Castello di Pizzo, concluso il percorso audioguidato “Non esiste fortuna”

Un cammino tra le vie del centro prodotto dalla compagnia teatrale Dracma e dalla cooperativa Kairos

Redazione

Castello di Pizzo, concluso il percorso audioguidato “Non esiste fortuna”

Si è conclusa a Pizzo la spedizione audioguidata “Non esiste fortuna”, un percorso tra le vie del centro culminato dentro il castello e ideato dalla compagnia teatrale Dracma in co-produzione con la cooperativa Kairos. Nomi importanti quelli che hanno ideato l’intero percorso: Riccardo Tabilio ne è stato il regista, Andrea Naso il direttore artistico e gli attori – protagonisti di alcune clip proiettate nelle pareti del castello – sono stati Adele Rombolà e Claudio Contartese. Tramite delle cuffie, i partecipanti hanno potuto ascoltare, durante l’intero percorso, il racconto – fatto da una sorta di “guida” – del re Gioacchino Murat, cognato di Napoleone Bonaparte, e, nello specifico, del momento in cui è stato fucilato a Pizzo Calabro. Gli autori si sono ispirati, per alcuni passaggi, al libro “L’ultima notte di Gioacchino Murat” di Domenico Sorace. [Continua in basso]

Il racconto è stato itinerante: si è partiti da un affaccio in piazza della Repubblica (“Lo spuntone”), per poi proseguire verso le vie del centro, sino a giungere al Castello. Della fortezza i partecipanti hanno potuto osservare e conoscere ogni angolo: l’affaccio verso la piazza, la sala in cui è stato giustiziato Gioacchino Murat, la cella in cui è stato rinchiuso l’ultima notte (e quelle in cui sono stati rinchiusi i suoi uomini). Non solo: anche le terrazze sottostanti il castello hanno fatto da cornice ad un percorso mai tenuto prima a Pizzo.

Si sono registrati numeri importanti: tanti turisti e tanti cittadini hanno aderito all’iniziativa. E i commenti sono stati tutti positivi: «Non avevo mai visto una cosa del genere. È stata un’esperienza incredibile» ha raccontato un turista che ha partecipato al percorso. Ma anche i residenti hanno apprezzato il percorso audioguidato: «Pizzo ha bisogno di questo tipo di cultura. Sono fiero che i produttori l’abbiano scelta per questo percorso. È stato sensazionale».

Francesco Pascale, presidente della cooperativa Kairos, ha infine dichiarato: «Questo percorso rappresenta il nuovo, rappresenta giovani professionisti che investono le loro professionalità nell’arte e nella cultura». Un nuovo modo di studiare la storia e, soprattutto, di raccontarla.

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