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Carmelo, bracciante di Santa Croce: «I politici non ci parlano più»

 Santa Croce Camerina – “La politica ha smesso di occuparsi del mondo agricolo. Serve più attenzione ai salari, più equità sul lavoro: a me restano solo 1.300 euro al mese in tasca, nonostante festivi e straordinari”. Così Carmelo Garraffa, 49 anni, bracciante di Santa Croce Camerina: una delle molte voci raccolte da Repubblica in questi giorni di doppia campagna elettorale in Sicilia, per le elezioni politiche e regionali, tra la gente che i partiti hanno dimenticato. Si sentono tali – ignorati e abbandonati – rider, commessi, muratori, contadini, addetti ai call center; dalla provincia di Ragusa a quella di Trapani: sono quel 57% di aventi “diritto” a una croce sulla scheda, ancora indeciso a due settimane dall’appuntamento con le urne, che rappresenta il “partito” più grande. Secondo un sondaggio diffuso da Demopolis due giorni fa, 4 isolani su 10 non sanno neanche che il 25 settembre si vota: non ci credono più, che possono cambiare le sorti di questa Italia.

Segno di una rassegnazione al malgoverno d’ogni colore, di un disinteresse e un distacco totale dalla gestione della cosa pubblica; da cui si sentono emarginati, quando non sono loro stessi a mettersene in disparte. Ne hanno di ragioni: salari minimi inesistenti, prezzi incontrollabili, pensioni sempre più misere e lontane, grandi opere che si fermano ai bandi, scuole e ospedali in atavica carenza d’organico e quindi privatizzati, redditi di cittadinanza da revisionare e flat tax che vogliono tassare le partite iva da 65mila euro annui come quelle da 15mila. Ci sarebbe altro da aggiungere. Non è adesso, sono decenni che i lavoratori non si sentono più rappresentati dalle solite facce sui manifesti. Ce ne sono altre di voci, come quella di Giovanni Latina di Belpasso, nel catanese: 46 anni, da 30 fa il muratore ma ha solo 15 anni di contributi. “Vorrei che la sinistra si occupasse di sicurezza sui posti di lavoro, in 30 anni ho visto gli ispettori in tutto un paio di volte”. Sposato, due figli di 6 e 11 anni, arriva a stento a fine mese: “Con la spesa ci difendiamo comprando in offerta”.

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