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Canada, carta di credito legata a emissioni personali di carbonio: un disegno tecno-dispotico




Roma, 20 ott – Arriva dal Nord America, e nello specifico dal turboprogressita Canada, l’ultima novità in termini di controllo sociale declinato secondo i dogmi dominanti del politicamente corretto: stiamo parlando di una carta di credito del circuito Visa collegata direttamente alle emissioni di carbonio.

Vanicty, istituto di credito corporativo canadese, già si vanta di essere il primo ente finanziario nordamericano ad essere diventato carbon neutral che significa “che dopo aver ridotto il tuo impatto il più possibile, investi in compensazioni di carbonio in modo che le emissioni che crei come organizzazione siano uguali alle emissioni che stai riducendo altrove attraverso progetti di compensazione del carbonio”.

La banca consiglierà i clienti su come limitare la loro impronta di carbonio: “Sappiamo che molti membri di Vancity sono alla ricerca di modi per ridurre l’impatto che hanno sull’ambiente, in particolare quando si tratta di emissioni che causano il cambiamento climatico”, ha affermato Jonathan Fowlie, Chief External Relations Officer di Vancity. “In qualità di cooperativa finanziaria di proprietà dei soci, riteniamo che sia nostro compito fare tutto il possibile per aiutare, soprattutto quando si tratta delle decisioni che le persone prendono con i loro soldi. Questo strumento fornirà ai titolari di carte di credito Vancity Visa preziose informazioni sui loro acquisti e consentirà loro di collegare le loro decisioni di spesa quotidiane al cambiamento che vogliono vedere nel mondo”, ha precisato Fowlie.

Canada, come è nata la carta di credito legata alle emissioni di carbonio

E’ stato uno studio condotto da quattro ricercatori e pubblicato su Nature a introdurre (o sussurrare?) il concetto delle quote personali di carbonio (PCA), ossia delle emissioni direttamente imputabili alle nostre abitudini quotidiane di acquisto, svago o semplicemente routinarie, su un impianto basato sul principio del credito sociale ambientale. Le quote sarebbero quindi legate a determinati limiti o indennità che, una volta sorpassati, dovranno essere compensati attraverso l’acquisto di ulteriori nuove quote, mentre i più “virtuosi” potrebbero addirittura vendere le loro in eccesso.

Un disegno dai chiari toni tecno-distopici, di cui già abbiamo intravisto le modalità premianti per coloro che si dimostrano più ossequiosi durante la pandemia da Covid-19 (si rimandano i lettori al Condizionamento Operante di B. Skinner), un sistema in cui i più abbienti, la nuova casta di ultraricchi che già si sta delineando, continueranno a condurre bellamente la loro vita, costituita da ipocrisie moraleggianti e sfarzi spudorati, mentre agli esclusi verrà concessa la libertà di obbedire, di non possedere nulla e per questo essere felici.

“In questo contesto, l’introduzione delle quote personali di carbonio (PCA), una proposta politica di mitigazione sviluppata negli anni Novanta, è pronta per essere rivista. Questa politica mira a collegare l’azione personale con gli obiettivi globali di riduzione del carbonio. Uno schema PCA comporterebbe che tutti gli adulti ricevano una quota di carbonio negoziabile uguale che si riduce nel tempo in linea con gli obiettivi nazionali”. Ovvero: “Siamo orgogliosi di sostenere il lancio del calcolatore di CO2 di Vancity, il primo su una carta Visa in Canada. Questo è un ottimo esempio di come possiamo consentire ai consumatori di comprendere il loro impatto ambientale e onorare l’impegno di Visa per un futuro sostenibile”, ha detto Stacey Madge, Country Manager e presidente di Visa Canada.

Canada, solita storia di repressione

Va detto che il Canada, da alcuni già rinominato Chinada, è in buona compagnia. Anche in Australia stanno procedendo verso la medesima direzione. Sta di fatto che la patria di Trudeau ha già potuto dare dimostrazione delle “magnifiche sorti e progressive” della vulgata corretta, costituita dalla brutale divisione sociale tra i giusti e gli ingiusti, tra i buoni e i cattivi, tra gli amici e i nemici. Un processo che avanza cinicamente spedito nella ridefinizione completa della dialettica, alla soppressione di qualsiasi pensiero sbordi rispetto alla narrazione imperante.

Si ricordino le parole proferite da Chrystia Freeland, ministro delle Finanze canadesi, per arginare le dimostrazioni dei camionisti contro le politiche di contenimento del Covid: “Ora abbiamo gli strumenti per seguire i soldi. Possiamo vedere cosa sta succedendo e cosa è stato pianificato in tempo reale e siamo assolutamente determinati a far finire tutto questo ora e per sempre. Le conseguenze sono reali e morderanno”. Essere consapevoli. E’ veramente tutto quel che conta.

Valerio Savioli

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