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Campagna elettorale Brunetta. «Sfogo di Renato Brunetta in tv sulla profonda sofferenza causata dalle discriminazioni subite per la sua altezza. Intervistato da Lucia Annunziata, l’ex azzurro ha detto di essersi sentito «violentato» dagli attacchi sulla sua altezza e dalle invettive personali fatte da Silvio Berlusconi e dal suo entourage dopo l’addio al partito», scrive Il Tempo.

Immediatamente viene in mente la violenza usata dal ministro, diversamente alto, in occasione dei tamponi e green pass, quando ha spiegato il modellino comportamentale: «Più crescono i vaccini più crescono i dubbi sui vaccini. Il costo del vaccinarsi, il rischio, con il beneficio atteso. Se la stragrande maggioranza si vaccina il rischio diminuisce e il costo diventa alto e quindi non mi vaccino. Si rende irriducibile uno zoccolo di opportunisti. Bisogna aumentare agli opportunisti il costo della non vaccinazione». Poi ha parlato di una misura «geniale». «I tamponi sono un costo psichico e monetario – aggiunge – aumentando il costo si riduce lo zoccolo dei non vaccinati e si riduce la circolazione del virus. Il green pass ha l’obiettivo di schiacciare gli opportunisti ai minimi livelli di non influenza sulla velocità di circolazione del virus. Ci stiamo arrivando, mancano dieci punti. Se passa il lavoro pubblico, il lavoro privato e fruitori dei servizi pubblici e privati ci arriviamo. Non abbiamo tempo, arriva l’autunno e l’inverno, dobbiamo arrivare ai livelli di saturazione entro la metà di ottobre». Senza contare la goduria che esprimeva nella violenza del farsi tamponare in continuazione «fino al cervello».