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Caldo, come riconoscere e combattere i sintomi della disidratazione negli anziani

Con le temperature sempre più da bollino rosso, il rischio di incorrere in gravi conseguenze, specialmente per le persone più fragili è dietro l’angolo.

Una di queste è senza dubbio la disidratazione che, in particolare durante la terza età, aumenta e diventa ancor più pericolosa.

Riconoscerne i sintomi e prevenirla è quindi fondamentale nell’ampio, attento e delicato percorso di accudimento e cura della persona anziana. Per questo motivo Orpea Italia, divisione italiana del Gruppo Orpea, leader mondiale nel settore delle Residenze per Anziani e delle Case di Cura Riabilitative, ha messo in campo i suoi specialisti per stilare una piccola guida dedicata a caregiver, anziani e soprattutto a coloro che si trovano ad affrontare l’estate soli (o parzialmente soli) nelle proprie abitazioni, senza il supporto e la consulenza di personale medico ed infermieristico.

Dopo i 60 anni la capacità dei reni di rimuovere le tossine dal sangue diminuisce progressivamente con l’età causando una maggiore perdita di acqua e, di conseguenza, un maggior rischio di disidratazione.

Ecco quindi un’utile guida di Orpea Italia dedicata a come riconoscere i sintomi, prevenire e combattere la disidratazione.

Sintomi da disidratazione lieve:

secchezza delle mucose di bocca e occhi

colore scuro delle urine

crampi muscolari

mal di testa

stanchezza, affaticamento, malessere generale

sonnolenza e irritabilità

Sintomi da disidratazione grave:

bassa pressione sanguigna

crampi muscolari severi

aumentato battito cardiaco

difficoltà di movimento

confusione e disorientamento

svenimenti

mancanza di sudorazione anche se la temperatura è elevata

diarrea e vomito che durano più di 24 ore

Come combattere la disidratazione negli anziani

bere spesso durante il giorno

tenere l’acqua in luoghi accessibili a facilmente raggiungibili

pensare ad un facile accesso al bagno se l’anziano è preoccupato di non arrivare in tempo dopo aver bevuto

nel somministrare l’eventuale terapia farmacologica in capsule, ricordare di porgere sempre un bicchiere pieno di acqua

eliminare alcol e bevande zuccherate

abbassare le tapparelle durante le ore più calde ma non chiudere le finestre per garantire il costante afflusso di aria

fare in modo che la temperatura in casa non sia troppo alta evitando però gli sbalzi termici.

Secondo il Ministero della Salute “Una temperatura tra 25-27°C con un basso tasso di umidità è sufficiente a garantire il benessere e non espone a bruschi sbalzi termici rispetto all’esterno. Da impiegare con cautela anche i ventilatori meccanici, che accelerano il movimento dell’aria, ma non abbassano la temperatura ambientale; per questo il corpo continua a sudare. Quando la temperatura interna supera i 32°C, l’uso del ventilatore è sconsigliato perché non è efficace per combattere gli effetti del caldo”

predisporre pasti a base di frutta e verdura limitando gli alimenti salati e grassi perché favoriscono la ritenzione idrica

indossare abiti leggeri in lino e cotone

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